18 ottobre 2007 | |

Primo posto su Google a pagamento, la leggenda metropolitana. O no ?

Ogni tanto mi capita di rendermi conto che la prospettiva di chi, come me, lavora nel web marketing è a dir poco ottusa. Mi è appena successo ascoltando alla radio la domanda di uno speaker ad un ascoltatore sedicente esperto: ma è vero che per farti andare al primo posto Google si fa pagare ?

Ecco quindi che mi domando: quanto del nostro tempo è dedicato a perfezionare le tecniche, per rendere sempre più efficaci le azioni di marketing online per i nostri clienti, e quanto tempo dedichiamo a capire la loro percezione della realtà della rete ? Visto che non pretendo di parlare a nome della categoria, parlerò per me: troppo e troppo poco rispettivamente.

Non so a quanti sia capitato di parlare di posizionamento in Google con persone che ne sanno poco o nulla e scopire che la maggior parte di loro sia convinta che per arrivare al primo posto basta pagare. A me capita spesso. La prima reazione è quella di incredulità: come può un’eresia del genere essere entrata a far parte del luogo comune ? Scatta poi l’istinto pedagogico, per cui ci si lancia in una spiegazione dei meccanismi del seo e del sem, che trova nel principio della distinzione fra risultati organici e link sponsorizzati una buona base per smontare la leggenda metropolitana.

Fatto questo, ci si ritrova a biasimare le masse perchè ancora non hanno assimilato quello che a noi pare essere un dogma, la purezza dei risultati organici, e ad auspicare una rapida alfabetizzazione ad internet che trasformi tutti in potenziali clienti dei nostri servizi di search advertising. Raramente scatta il dubbio che se una leggenda metropolitana si crea, un barlume di verità iniziale ci debba essere, non importa quanto diluito nell’enormità fantasiosa generata dal passaparola.

Nella fattispecie di Google, mi chiedo perché tutti pensano che si paghi per stare al primo posto ? In realtà la risposta è ovvia: anche l’esperienza del più sprovveduto dei navigatori porta a percepire quel primo posto come qualcosa di altamente prezioso.

Effettivamente, chi arriva al primo posto non ci arriva gratis. Il posizionamento può essere frutto di anni di onesto e riconosciuto lavoro che ha portato contenuti interessanti e molti backlink di qualità, oppure merito di un bravo seo, o entrambe le cose. In ogni caso, c’è stato un ingente investimento, rivelatosi un ottimo investimento. Non ho mai sentito nessuno arrivare al primo posto di Google e lamentarsi perchè ci ha speso troppo !

Qui però casca l’asino, e anche l’esperto di web marketing. Lo stesso uomo della strada a cui sembrava naturale pagare Google per farlo andare al primo posto, di fronte a preventivi di azioni seo, sem, e qualsiasi altra attività volta a scalare le posizioni di Google, improvvisamente diventa micragnoso. Nella migliore delle ipotesi, si accontenta di comparire nei link sponsorizzati, magari non troppo in alto per non spendere troppo. Nella peggiore, si convince che in fondo in fondo non è poi così importante la visibilità in Google e paga il seo precario di turno che svende la sua professionalità in cambio di qualche spicciolo.

La frustrazione di chi vede questa dinamica perpetuarsi oramai da 9 anni, l’età di Google, è evidente. L’ottusità delle aziende appare tanto evidente quanto disarmante. Forse l’idea di pagare un intermediario anzichè Google stesso frena l’imprenditore, endemicamente scettico in un paese come il nostro dove la fregatura cialtrona è sempre in agguato.

Tuttavia un dubbio comincia ad insinuarsi in me. Non sarà che gli unici a credere che il primo posto su Google debba essere gratis siamo proprio noi ? Non sarà che in fondo siamo noi i primi a credere che costi troppo ottenere buoni posizionamenti per keyword dall’alto potenziale di business ? Non sarà che la nostalgia per l’epoca in cui bastavano 4 trucchetti da ragazzi ci fa più o meno inconsciamente rigettare l’attuale difficoltà del posizionamento organico ?

Qualsiasi sia la risposta, una certezza ce l’ho: la colpa è anche nostra. Se noi “esperti” di web marketing non riusciamo a comunicare l’importanza degli investimenti per la visibilità nei motori di ricerca, per quanto recalcitrante possa essere il nostro interlocutore, chi altri lo può fare ?


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