12 febbraio 2008 | |

Qualcuno spieghi a Turani come funziona Google Adsense

La prestigiosa firma del giornalismo economico italiano, Giuseppe Turani, dalle colonne (infami? d’Ercole?) dell’inserto Affari & Finanza di Repubblica da tempo spiega ai lettori in modo molto fantasioso il mondo Internet.

Purtroppo, come cantava Celentano, questo mondo non vuol la fantasia, e molti hanno criticato Turani per aver scritto di Internet svariando dai blog all’algoritmo di Google con cognizione di causa tutta da dimostrare, a loro giudizio.

Nel mio piccolo, vorrei segnalare un’altro volo pindarico del buon Turani, pubblicato da Affari & Finanza di ieri, in cui fra l’altro si legge che gli inventori di Google…

Hanno sviluppato il sistema della pubblicità personalizzata. In pratica, ognuno di noi, dalla prima volta che va su Google, viene schedato (non come nome e cognome, che non interessa), ma come utente. Google, nei suoi immenso computer (nei suoi “banchi di memoria”, direbbero gli scrittori di fantascienza di una volta), tiene nota di tutto. Della ricerca che facciano, degli argomenti che ci interessano, delle nostre abitudini (almeno di quelle rilevabili dal nostro girare in Rete). Dopo di che, ogni volta che noi usiamo Google, ci viene proposto qualcosa che ha a che fare con i nostri interessi. Hanno notato che chiediamo notizie di Valentino Rossi o di Stoner? E allora ci mandano pubblicità relativa alle moto, e così via.

Turani evidentemente si riferisce al sistema Adsense di Google, quello che mostra link sponsorizzati in un network sconfinato di siti partner, da grandi portali come Aol al sito personale da 10 visitatori al mese.

Ebbene, Adsense non funziona così. I link sponsorizzati, così come i banner Adsense, non sono visualizzati in base alla schedatura degli utenti bensì in base al contenuto delle pagine in cui appaiono. E’ il sistema del content targeting, una delle tante soluzioni tecnologiche acquisite da Google nel corso della sua lungimirante strategia di sviluppo.

La forza del content targeting risiede nel fatto che Adsense mostra pubblicità del tutto contestualizzata nelle pagine in cui compare, rendendo la user experience un tutt’uno fra contenuto e pubblicità, secondo il noto principio dell’ infotising, pubblicità mescolata all’informazione.

Quello di cui parla Turani, che forse ha informazioni riservate a cui noi non abbiamo accesso, è una forma di pubblicità personalizzata che al momento non è ancora stata offerta da Google, vuoi per questioni di privacy, vuoi perchè non si è ancora sviluppata del tutto la tecnologia necessaria. Solo Yahoo ha provato a lanciare in versione beta un sistema simile, denominato SmartAds, ma finora senza grande successo.

Forse stiamo tutti sottovalutando Turani, che in realtà è molto più avanti. Però non si direbbe quando scrive:

Se si guarda oggi alla Rete, insomma, si vede che la guerra è proprio lì, dove ci sono i motori di ricerca. Tutto il resto (dove ci sono stati i grandi teatri di guerra negli anni scorsi) ormai è pacificato. C’è chi pensa, e forse non sbaglia, che in futuro tutto avverrà attraverso i motori di ricerca.

Ricordo di averne lette diverse di affermazioni del genere, nel 1998.

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