22 aprile 2008 | |

Il search marketing discute del suo promettente futuro

In un interessante articolo pubblicato da MyMarketing.net, Marco Loguercio affronta i trend del futuro del marketing veicolato dai motori di ricerca, riportando i recenti contributi ascoltati nei principali eventi mondiali del settore (Search Engine Strategies e Search Marketing Expo), sempre più frequentati (al contrario che in Italia).

Vista l’importanza fondamentale del search marketing per il futuro della rete e del marketing, vale la pena di ribadire qui i concetti più interessanti:

1. I motori continueranno ad essere al centro della navigazione in Rete.

2. Google da punto di partenza della navigazione in rete tende sempre più ad essere anche punto di destinazione, grazie alla Universal Search che rende molti contenuti visibili in anteprima tra le pagine dei suoi risultati, e anche un portale che dà accesso a tutte le realtà che ha acquisito (Youtube, Blogger, Analytics, ecc.)

3. Se l’utente rimane sulle pagine di Google, sarà quest’ultimo a monetizzare eventuali click sulle soluzioni di advertising, privando il produttore del contenuto sia di visite che di possibili entrate pubblicitarie, anche se sembra che il calo di click sui link sponsorizzati registrato ultimamente possa essere dovuto proprio ad una diversa fruizione della pagina di risultati da parte degli utenti.

4. Google Universal Search (e soluzioni simili di altri motori di ricerca) rappresentano una grande opportunità per quei search marketer che sapranno sfruttare in maniera efficace le nuove opportunità di comunicazione (blog, video, immagini, podcast, social media…)

5. Il futuro della ricerca sarà legato alla personalizzazione dei risultati da parte dei motori sulla base dei percorsi di navigazione in Rete dell’utente (rilevati attraverso le ricerche fatte, le diffusissime toolbar, i sistemi di social bookmarking, la web history…). In tutto questo avrà sempre maggiore rilevanza il cosiddetto Social Media, i cui contenuti hanno sempre maggiore rilevanza tra i risultati di ricerca.

6. Questo scenario offre grandi opportunità per quelle aziende che riescono a coinvolgere in maniera attiva i propri clienti (ad es. gli operatori del travel online, che invitano i propri clienti a raccontare nel Web le proprie vacanze e/o a recensire le strutture in cui hanno alloggiato), ma anche qualche grattacapo in più per quanto riguarda il corretto monitoraggio di cosa si dica in rete di un’azienda. Non è un caso che si vadano diffondendo sempre più servizi di brand reputation management and monitoring, vista la facilità e velocità con cui oggi un articolo online, il post su di un blog o il thread in un forum in cui si parli in maniera negativa di un’azienda o di un prodotto possono scalare velocemente le pagine di risultati dei motori e comparire in posizione visibile a chi cerca informazioni su quell’azienda o su quel prodotto.

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