13 giugno 2007 | |

Finalmente Google rivela l’identità dei siti content targeting


Ieri Google ha ufficialmente annunciato che finalmente rivelerà agli inserzionisti Adwords quali siti ospitano i loro annunci con il content targeting, il sistema che sforna pubblicità contestualizzata sotto forma di link sponsorizzati nei siti partner del programma Adsense, nonchè di altri siti del network pubblicitario di Google.

Finora si trattava di un atto di fede: l’inserzionista selezionava l’opzione content targeting nell’account Adwords e il sistema di Google si occupava di visualizzare gli annunci nei siti più attinenti alle keyword specificate. Stava poi all’inserzionista stabilire se i click generati da questa forma di pubblicità alternativa al banner classico si tramutavano in visite qualificate o meno.

Dalla mia esperienza personale posso dire che il sistema funziona bene, per cui la fiducia finora riposta in questi annunci “al buio” è spesso stata premiata da buoni risultati in termini sia di visite che di conversioni (acquisti, iscrizioni e quant’altro), a patto di tenere monitorate costantemente le campagne.

Innanzitutto, il content targeting può portare un traffico superiore rispetto a quello proveniente dai motori di ricerca, e se non si fa attenzione si rischia di totalizzare un numero esagerato di click rispetto al budget stabilito. Inoltre, benchè il costo a click sia inferiore rispetto al search advertising, mediamente le visite sono meno qualificate, per cui è necessario controllare che le due cose si bilancino in modo tale da ottenere un costo a conversione medio equivalente.

Ciò non toglie che la novità introdotta verrà accolta a braccia aperte dagli inserzionisti. Al di là di un risvolto psicologico per cui sapere dove si vanno a investire i soldi è un fatto rassicurante, conoscere l’identità dei vari siti utilizzati dal content targeting consentirà di selezionare quelli più efficaci e scartare quelli che portano visite meno qualificate. In altri termini, si avrà pubblicità sempre più efficace e quindi più a buon mercato, per lo meno finchè non si spargerà la voce !

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