30 agosto 2010 | |

Adwords libera i diritti sugli annunci

Una piccola rivoluzione è avvenuta nel campo delle inserzioni online. Dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea, la quale ha affermato che Adwords non viola il diritto europeo quando si utilizzano parole e marchi registrati dagli avversari per la propria pubblicità. In questo modo, dice Mountain View, sarà possibile fornire più informazioni (più utili, ci si augura) agli utenti che effettuino una ricerca: ad esempio, mostrare tramite i link sponsorizzati annunci riguardanti offerte di un rivenditore del marchio in questione. Per quanto attiene prodotti concorrenti, in alcuni paesi (tra cui l’Italia e la Francia) permangono alcune limitazioni.
La corte di giustizia ha infatti riconosciuto Google come mero fornitore di servizio sollevandolo dagli oneri di controllo del contenuto dei link sponsorizzati. SI potranno così ora lasciare spazio alle offerte degli inserzionisti anche su parole chiave che facciano riferimenti a brand consolidati: nel rispetto, si intende, delle leggi vigenti a livello nazionale e continentale.
L’area dove avrà vigore tutto questo sarà l’area di libero scambio europeo (EFTA) adeguando il servizio alle altre parti del mondo. Restano in ogni caso in vigore tutte le leggi nazionali, come ad esempio le norme sulla pubblicità comparativa.
Resta quindi il diritto ai titolari del marchio di segnalare situazioni a loro giudizio illegali. L’annuncio, nel caso creasse confusione, sarà rimosso come è sempre stato.

Una piccola rivoluzione è avvenuta nel campo delle inserzioni online. Dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea, la quale ha affermato che Adwords non viola il diritto europeo quando si utilizzano parole e marchi registrati dagli avversari per la propria pubblicità. In questo modo, dice Mountain View, sarà possibile fornire più informazioni (più utili, ci si augura) agli utenti che effettuino una ricerca: ad esempio, mostrare tramite i link sponsorizzati annunci riguardanti offerte di un rivenditore del marchio in questione. Per quanto attiene prodotti concorrenti, in alcuni paesi (tra cui l’Italia e la Francia) permangono alcune limitazioni.
La corte di giustizia ha infatti riconosciuto Google come mero fornitore di servizio sollevandolo dagli oneri di controllo del contenuto dei link sponsorizzati. Si potranno così ora lasciare spazio alle offerte degli inserzionisti anche su parole chiave che facciano riferimenti a brand consolidati: nel rispetto, si intende, delle leggi vigenti a livello nazionale e continentale.L’area dove avrà vigore tutto questo sarà l’area di libero scambio europeo (EFTA) adeguando il servizio alle altre parti del mondo. Restano in ogni caso in vigore tutte le leggi nazionali, come ad esempio le norme sulla pubblicità comparativa.Resta quindi il diritto ai titolari del marchio di segnalare situazioni a loro giudizio illegali. L’annuncio, nel caso creasse confusione, sarà rimosso come è sempre stato.

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