
Se voi possedeste il sito di video più visitato al mondo, non mettereste degli spot per guadagnare con la pubblicità ? No, se foste Sergei Brin o Larry Page. Ci mettereste piuttosto dei link sponsorizzati, il sistema con cui Google ha guadagnato l’impossibile diventando il colosso che tutti conosciamo.
Bene, a quanto pare i fondatori e proprietari di Google hanno cambiato idea, perchè con la pubblicità pay per click in YouTube, sito acquisito qualche anno or sono, incassano solo 200 milioni di ricavi dagli inserzionisti (cifra stimata per il 2008). Ecco dunque che dopo qualche esperimento, a breve debutteranno gli spot all’interno dei filmatini di YouTube.
I cosiddetti social network fanno fatica a produrre introiti pubblicitari, perchè i modelli di marketing che funzionano per siti e portali trovano ostacoli insormontabili. Il caso di YouTube è però del tutto particolare, perchè l’attività primari dei suoi visitatori non è certo fare comunità, bensì vedere i video. Diventa dunque naturale inserire pubblicità in stile televisivo al loro interno.
La notizia, dunque, non è la decisione dei vertici di Google di guadagnarci sopra, piuttosto è il fatto che, a malincuore, si siano decisi ad imitare la TV. Non è facile ammettere, per chi ha fondato il suo successo sulla sottrazione di introiti ai network televisivi inaugurando un modo rivoluzionario di fare pubblicità, di non essere in grado di applicare il modello pay per click in un sito come YouTube.
Rimane da vedere quale sarà l’efficacia degli spot, che verranno inseriti all’inizio e alla fine di ogni video, e denominati preroll e postroll, puntando molto sulla contestualità degli argomenti rispetto ai video in cui saranno inseriti. Quanto durerannio ? Saranno veramente contestuali ? E, soprattutto, gli utenti cambieranno canale ? Vista la scarsità di concorrenti di YouTube, probabilmente non lo faranno. Il monopolio, anche in Internet, paga.
Youtube a differenza del suo “padrone” Google in effetti stenta a trovare il suo vero modello di business.
Io credo che una delle soluzioni che stanno individuando fra le tante sia quella di dare la possibilità ai produttori di contenuti (quali essi siano, editori, aziende, associazioni ecc ecc ecc) di creare i loro propri canali su Youtube dove a loro volta vendere spazi pubblicitari. Il modello di business potrebbe essere derivato sia dal “canone” di creazione del canale su youtube e d eventualmente una percentuale sugli introiti pubblicitari raccolti dal proprietaro del canale medesimo
Sembra una buona idea… proponila a Brin e Page !