1 ottobre 2008 | |

MySpace resuscita i banner… MyAds, alzatevi e camminate!

Hanno ammazzato il banner, il banner è vivo. Anche nel web 2.0. E’ presto per dire se si tratta di una vera resurrezione, o semplicemente una sorta di accanimento terapeutico su di un mezzo che è troppo old media, come sostiene chi afferma che il futuro sarà solo “social”.

Myspace ha introdotto in versione beta la sua nuova piattaforma per la pubblicità self-service di tipo pay per click, che dovrebbe sostituire quella di Adwords.

La contextual advertising è, accanto alla search e alla display advertising, la principale forma di web marketing e dunque la massima fonte di introiti in termini di pubblicità in Internet. La profilazione dell’utenza di Myspace è garantito dalla natura stessa di community basata proprio sui profili degli utenti, per cui è possibile un targeting contestuale molto preciso.

A differenza di Adwords e Facebook, i Myspace Myads non sono testuali, bensì grafici, nei classici formati 728×90 e 300×250. Si tratta insomma di un mix di contextual e display advertising, che anziché essere basata sul sistema content targeting del tipo Google Adsense, si basa su di un profile targeting.

“Perché arricchire Google quando possiamo fare la stessa cosa da soli ?”. Questa è verosimilmente la domanda retorica che si deve essere posto Rupert Murdoch, il proprietario del principale social network musicale, assieme a Facebook e Youtube la principale destinazione del Web 2.0 fino a questo momento. E se YouTube utilizza gli Adwords della casa madre Google, e FaceBook è passato ad un sistema pay per click proprietario, la mossa di Myspace è tutt’altro che sorprendente.

La versione beta è attualmente disponibile solo negli Stati Uniti, per saperne di più si può cominciare da questa interessante prova.

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