10 luglio 2007 | |

Blog e search advertising, dati lusinghieri

La recente pubblicazione dell’indagine sui blogger italiani svolta da Diario Aperto, un team composto da ricercatori di SWG e Università di Trieste, ha mostrato dati molto interessanti.

Una piccola parte della ricerca è dedicata al giudizio sull’utilità dei link sponsorizzati secondo l’opinione del campione (non rappresentativo) analizzato.

Questi in breve i dati e il commento originali:

Gli utenti sollecitati a rispondere sulla validità o meno degli strumenti pubblicitari online
come Adsense di Google o in genere le pubblicità testuali, rispondono con una certa marcata indifferenza:

– il 36,6% del campione trova poco utili queste forme promozionali
– il 38,7% del campione le trova per niente utili

– il 18% del campione le trova abbastanza/molto utili

Qui però le risposte sono ambigue nel senso che il trend di “indifferenza” nei confronti della pubblicità è piuttosto generalizzato: colpisce soprattutto i mezzi generalisti saturando pagine di giornali e palinsesti televisivi. E’ probabile quindi che i dati rilevati da Diario Aperto si allineano al giudizio di indifferenza ma che, in realtà, siano anche dati più che buoni rispetto ad altri giudizi rispetto ai media generalisti.

Penso anch’io che si tratti di dati lusinghieri, e che i blogger ritengano ancora meno utili altri tipi di pubblicità. Si tratta certo di una semplice opinione non suffragata dai dati, un’impressione a naso. Sono comunque convinto che alla maggior parte delle persone non piaccia, più che la pubblicità, l’idea di essere influenzabili da essa. E’ pertanto normale che molti blogger ritengano poco utile la keyword advertising, perchè ritenerla utile equivarrebbe ammettere di esserne condizionati.

Non sarebbe interessante una ricerca ad hoc sulla percezione dei link sponsorizzati sia nei motori di ricerca che nei siti di contenuto ?

AGGIORNAMENTO:

Appena dopo avere pubblicato questo post ho letto un’interessante intervento di Mauro Lupi proprio sull’argomento pubblicità online vs. pubblicità offline, a commento di un articolo comparso ieri su Affari & Finanza (inserto di Repubblica). L’articolo è a firma Giampaolo Fabris, la massima autorità italiana in materia di sociologia della pubblicità, e mi riprometto di commentarlo anch’io quanto prima.

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