18 dicembre 2008 | |

La crisi rallenta la pubblicità online, tranne la search advertising (negli USA)

eMarketer ha pubblicato le consuete previsioni di fine anno per l’anno venturo, dalle quali spiccano due cose: la crisi farà rallentare la spesa in pubblicità via Internet negli USA, con l’eccezione della pubblicità nei motori di ricerca (o search advertisng) e della pubblicità video online, che però è ancora una voce microscopica nel computo totale.

Va subito premessa una cosa: le stime di eMarketer di fine 2007 per il 2008 si sono rivelate clamorosamente errate: anziché i 27,5 milioni di dollari stimati, ne sono stati investiti 23,6. C’è stata una crescita rispetto al 2007 (21,4 milioni) ma non così elevata come previsto dagli analisti, peraltro giustificabili in parte da una crisi dell’economia mondiale che era si preventivata, ma non con questa portata epocale. Tutti hanno sbagliato, non solo eMarketer.

In stallo la display (banner e rich-media) e l’email, addirittura in calo gli annunci locali, la search advertising non solo si conferma la regina della pubblicità online negli Stati Uniti in termini assoluti di investimenti, ma nelle stime di eMarketer resisterà più di tutte le altre alla recessione, salendo dai 10,7 milioni di dollari incassati nel 2008 ai 12,3 previsti per il 2009.

Le ragioni di questa forza ?

1. La misurabilità: in tempi di crisi ogni centesimo deve risultare ben impiegato, e il monitoraggio dei sistemi di search marketing è insuperabile

2. La tendenza dei consumatori a cercare bene gli affari e gli sconti, usando dai motori di ricerca

E in Italia ? Da noi la pubblicità nei motori di ricerca non è ancora stata scoperta dal grande pubblico degli inserzionisti, per i noti ritardi culturali del sistema socio-economico italiano. L’efficacia della search advertising è uno dei segreti non ancora svelati da Pulcinella, e finché dura, i pochi investitori italiani di Adwords e C. ringraziano sentitamente per la scarsa concorrenza.

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