11 maggio 2010 | |

La Guerra dei Browser

Fin da quando esiste, il web è sempre dovuto passare tramite una necessaria porta per essere utilizzato dagli utenti: i browser. Questi sistemi sono software in grado di interpretare il codice HTML, codice con il quale è scritto la maggior parte delle pagine in internet, e di trasformarlo in ipertesto, cioè un testo o un’immagine comprensibile dall’utente. Dagli albori di internet un guerra sotterranea si è combattuta tra diverse case per chi avesse il predominio su questa operazione. Questa è guerra combattuta da quasi vent’anni, fatta di stragi di software house e miracolose rinascite, di attacchi improvvisi e omicide strategie aziendali, e che ancora oggi è ancora lontana da una conclusione.
Le prime battaglie si combatterono tra i due fondatori della navigazione web: Netscape, sviluppato da Netscape Communication Corporation, ed Explorer, sviluppato da Microsoft. La sfida durò per tutti gli anni ‘90 e si concluse, come molti ben sanno, con la totale vittoria della casa di Bill Gates e il fallimento della Netscape Communication.
Questa però era solo la prima battaglia. Agli inizi degli anni 2000 Explorer era il totale dominatore della rete, grazie alla sua distribuzione gratuita con i sistemi operativi Windows, la quasi totalità delle persone che navigavano in rete utilizzava inevitabilmente il browser di casa Microsoft, in quegli anni non sembrava possibile controbattere questa tendenza e i giochi sembravano finiti. Una nuova forza però, cambiò completamente le carte in tavola. Fino ad allora la distribuzione era stata la forza di Microsoft: un software gratuito e funzionale venduto insieme al sistema operativo che tutti usavano. Con l’aumentare della navigazione in rete dell’inizio del ventunesimo secolo però, un nuovo canale distributivo divenne possibile: vendere prodotti direttamente su internet, una normalità ora, ma una totale rivoluzione allora. Su questo canale, dalle ceneri di Netscape sorse una fenice che inventò un ulteriore passo: il browser open source, un browser gratuito e fruibile da tutti. Così nacque Firefox, sviluppato da Mozilla, nato appunto da una parte di Netscape Communications, che fin dai primi anni cominciò a mangiare parti di mercato ad Explorer.
Tutto questo durò naturalmente anni, un mercato in gran parte gratuito come è quello di internet ha bisogno di anni perché le cose si modifichino in ottica di oligopolio, infatti qui battaglie non si combattono sulla base dei costi ma per lo più sulle caratteristiche tecniche, le quali sono per lo più sottili e godibili principalmente dagli esperti del settore. Per tutti gli anni 2000, nuovi attori entrarono a fare parte di questa seconda guerra dei browser. Safari, Opera, Konqueror, cominciarono a prendere quote di utenti sempre maggiori a seconda delle loro specializzazioni. Con Firefox sempre in testa ai nuovi browser open source, volle alla fine degli anni 2000 fare sentire la propria voce un altro colosso dalla California: Google. Google Chrome entrò ufficialmente in guerra l’11 dicembre del 2008. Uno degli ultimi browser sviluppato, cominciò subito ad imporre la propria forza dato il gigante della ricerca in rete che lo sviluppava. In meno di due anni, Chrome ha già imposto la propria posizione sui 4 ulteriori browser che si contendono attualmente il mercato: Explorer, Firefox, Safari e Opera. Utili per comprendere lo sviluppo del mercato di quegli anni sono le statistiche, che mostrano come nel 2000 Explorer possedesse più del 90% del mercato e come questa quota si sia ridotta progressivamente fino a meno del 60% nei confronti dei concorrenti, che detengono attualmente quote simili tra loro attorno tra il 10 e il 20%.
La guerra è attualmente in corso e difficile è prevedere il corso che avrà. Negli ultimi anni Microsoft ha esponenzialmente aumentato i suoi sforzi nello sviluppo del suo browser che vede ogni giorno perdere punti di mercato nei confronti dell’agguerrita concorrenza dall’altra parte, gli aggiornamenti costanti degli altri browser freeware portano a giornalieri miglioramenti alla navigazione, unito a questo fatto la coscienza media degli utenti migliora perennemente facendo risultare sempre più difficile l’opera di ogni software house. Forse avremo alti colpi improvvisi o forse ci sarà un lento declino di uno dei principali concorrenti fino, come spesso avviene in questi casi, si tornerà a soli due concorrenti di mercato. Quello che è certo è che nessuno attualmente vuole cedere il passo poiché tutti gli attori di questa guerra sanno che è Internet, il vero mercato del presente e del futuro.
Matteo Cassanelli

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