5 marzo 2009 | |

Piccole imprese sempre in ritardo sulla Rete, ma l’e-commerce piace

Queste le conclusioni a che sembrano emergere da una ricerca, commissionata all’istituto Doxa da PayPal, sulla diffusione e l’utilizzo di Internet con finalità di business e commercio elettronico nelle Pmi. Il campione analizzato consta di circa 600 imprese da 1 a 50 addetti, e di fatto si concentra solo sulle piccole imprese e sulle microimprese.

Il dato più sconcertante è che solo il 25% delle imprese intervistate ha un sito Internet (settore terziario e servizi 34% – industria e commercio all’ingrosso 27% – professionisti 24% – commercio al dettaglio 21%).
Di queste, il 14% lo utilizza per il commercio elettronico, quindi uno striminzito 3,5% del totale.

Un dato positivo è che la maggiorparte delle PMI che hanno un sito ha dichiarato di avere registrato vantaggi di immagine da esso (il 78%) , e circa 2/3 di esse (65%) si sono fatti pubblicità via internet. Note negative arrivano però quando si guarda all’utilità della rete per il loro business, visto che solo una minoranza dichiara di avere riscontrato vantaggi. Queste le cifre:

– 41% vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza

– 37% sviluppo geografico del business a livello nazionale

– 37% aumento delle vendite

– 33% incremento dei margini di guadagno

– 28% acquisizione di un numero significativo di nuovi clienti

– 21% vendita di propri prodotti e servizi

– 15,5% incremento delle relazioni con i clienti

E’ però possibile guardare i dati secondo il principio del bicchiere mezzo pieno: pur fra molte difficoltà e ritardi, a 10 anni dal dotcom boom qualcosa si sta muovendo finalmente anche nei settori meno tecnologicamente avanzati del nostro sistema economico. L’atteggiamento positivo degli intervistati rispetto alle prospettive dell’internet business corrobora questa ipotesi ottimistica.

Per quanto il futuro, gli atteggiamenti sono invece di propensione al mezzo, individuato anzi come possibile antidoto alla crisi. Per l’86,5% delle imprese intervistate (dunque anche quelle la maggior parte ancora senza sito web), l’e-commerce può essere d’aiuto, perché è un canale commerciale in più che permette di allargare il business, anche oltre confine, e di ridurre i costi di intermediazione. Il 75% delle aziende indica, inoltre, che il commercio elettronico consente di accedere a prodotti altrimenti non reperibili.

Anche le esperienze di quei pochi (3,5%) che hanno sperimentato il commercio elettronico sembrano confermare l’ottimismo. Ad esempio, fra di loro solo 1/3 ha avuto reali problemi di logistica, oppure difficoltà a reperire partner tecnici adeguati. Più problematiche le questioni relative alla gestione del tempo necessario per progettazione e gestione del sito e-commerce, che si sono rivelate l’ostacolo principale per 3/4 circa dei “pionieri”. Altre questioni sollevate sono l’information overload e la mancanza di sostegno pubblico.

Infine, un dato significativo è quello dei metodi di pagamento adottati nei siti e-commerce dagli intervistati. I più diffusi rimangono ancora quelli tradizionali come bonifico o vaglia, con PayPal che si classifica al terzo post, dietro alle carte di credito.

In definitiva, il tunnel verso la piena integrazione della rete nel business da parte delle piccole imprese italiane sembra ancora lungo, ma in fondo una luce finalmente si vede.

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