Tuesday, September 25, 2007

Il 2008 l’anno dei controlli in tema di privacy?

E' un dato di fatto che la privacy va sempre più “burocratizzandosi”. Rispettare il Codice della privacy (il d.lgs 196/03, che ha sostituito la l. 675/96) non è, oggi, un compito facile, tanto che fioriscono sedicenti “esperti sulla privacy” senza alcuna competenza e/o background giuridico.

Inoltre, lo stato italiano e lo stesso garante, sono stati fino ad ora molto pazienti con rinvii e limitati controlli per permettere di fatto alle aziende di adeguarsi a queste nuove normative che contengono fattispecie di violazioni che se pur talvolta molto complesse, comportano sanzioni anche di tipo penale. Probabilmente, con l’intensificarsi delle ispezioni del Garante ed un conseguente maggior numero di sanzioni irrogate, l’argomento, diventerà tristemente più noto anche alle aziende distratte.

Fino ad ora, in linea generale, il maggior numero di controlli sul tema e di sanzioni applicate, riguardano l’invio di informazioni commerciali non richieste, il trattamento illecito di dati personali e l’omessa adozione delle misure di sicurezza. Dal 2008 secondo molti, dovrebbero intensificarsi i controlli che sono rimasti fino ad ora il punto dolente della disciplina.

Il problema riguarderà invece quello che succederà in futuro, con la sempre maggiore diffusione di tecnologie invasive come il “trusted computing”, le violazioni della privacy individuale e collettiva saranno presumibilmente ancora maggiori e sarà più difficile rendersene conto. Speriamo dunque che la legislazione intervenga di volta in volta a fare chiarezza e sia in questi campi più permissiva di quello che è ora.


_________________________________________
Studio Legale Associato
Fioriglio-Croari
www.informaticagiuridica.com
_________________________________________

Labels: , , ,

Friday, June 15, 2007

Google: il potere dei dati

Dopo le pressioni esercitate dall'Unione Europea, il motore di ricerca più utilizzato al mondo ha deciso di limitare a un anno e mezzo la permanenza nei propri database dei dati relativi ai singoli utenti europei.
Questo provvedimento va a toccare aspetti delicati del web: non solo la gestione dei dati sensibili degli utenti, ma soprattutto le preferenze, gli usi e i costumi degli internauti.
Fino ad ora Google offriva questo regolamento a coloro che decidevano di avvalersi dei servizi offerti:

  • Possiamo usare i dati personali per fornire i servizi che avete chiesto, ivi inclusa la visualizzazione di contenuti personalizzati e della pubblicità.
  • Possiamo anche usare i dati personali ai fini di controllo, ricerca ed analisi per gestire e migliorare le tecnologie ed i servizi di Google.
  • [...]
  • Quando ci serviamo di terzi per farci aiutare nel trattamento dei vostri dati personali, chiediamo a tali terzi di rispettare le nostre Norme sulla privacy e qualunque misura di riservatezza e sicurezza necessaria.

Ad oggi questa norma così generica non dava nessun limite sui dati dell'utente. Sostanzialmente, la decisione presa in questi giorni da Google è di limitare nel tempo (18 mesi) ciò che deriva da questo contratto. Dunque dopo un anno e mezzo verrà cancellato il nome a fianco all'elenco di preferenze che l'utente ha generato nel tempo.
Vorrei far notare che da questi provvedimenti è esclusa la gestione dei dati aggregati non personali.
I dati aggregati non personali sono le statistiche di navigazione degli utenti di Google, in cui non compaiono i nomi e cognomi.
Finora, a riguardo, le norme del contratto si limitavano a dichiarare:

  • Possiamo condividere dati aggregati non personali con terze parti esterne a Google.

Queste indicazioni danno a Google pressochè illimitate possibilità di utilizzo dei dati non personali, dando per scontato l'utilizzo l'interno e ritendoli come proprio patrimonio.

Le restrizioni europee non limitano nei fatti l'azienda di Mountain View, ma tutelano la privacy dell'utente. Google, quindi, rimane in pieno possesso di dati statistici utili per tracciare una panoramica precisa e, soprattutto, reale dei gusti e delle abitudini degli utenti – consumatori. C'è da scommettere che nessuna agenzia di statistica al mondo è in possesso di dati così qualificati ed attendibili.

Se pensiamo che Google non solo immagazina i dati dei fruitori delle ricerche sul motore, ma ha accesso ai dati derivanti dalla gestione delle campagne Adwords, alle statistiche di Analitycs, al traffico legato agli spazi pubblicitari grafici e video (la recente acquisizione di DoubleClick), allora ci rendiamo conto dell'enorme capitale che l'azienda statunitense che ha acquisito e sta continuando ad acquisire.
Non credo si prospetteranno mai scenari orwelliani, ma penso che sempre più l'azienda Google stia affermando il proprio ruolo su questioni economiche e politiche mondiali.

Labels: , ,