Friday, October 26, 2007

Accordo Microsoft-Facebook, la risposta a Google-Myspace

Microsoft si compra un pezzo di Facebook, ritenendolo il social network del futuro, attualmente ricco di 18 milioni di utenti più o meno attivi (15 solo negli USA) . Più che per il valore in sè, Facebook ha attirato Microsoft per le sue prospettive di crescita, e soprattutto per la possibilità di offrire una notevole profilazione del target pubblicitario.

Gli utenti di Facebook, infatti, sono identificabili per variabili sociodemografiche e di lifestyle, dunque un gruppo molto segmentabile per indirizzare pubblicità online mirata. L'affare viene presentato come una sconfitta per Google, egualmente interessato ma tagliato fuori dall'accordo. In realtà Google l'affare sembra averlo già fatto, anticipando tutti ancora una volta, accordandosi mesi fa con Myspace, social network molto più esteso di Facebook (75 milioni contro 18) diventato uno dei principali fornitori di spazi pubblicitari Adsense.

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Friday, October 05, 2007

Yahoo lancia la pubblicità personalizzata nei motori di ricerca

In Italia è passato sotto silenzio, addetti ai lavori a parte, il lancio da parte di Yahoo di un nuovo, a mio parere rivoluzionario, sistema di pubblicità online. Si tratta di SmartAds, una piattaforma tecnologica che consente agli inserzionisti di Yahoo di visualizzare pubblicità diverse per target diversi.

"There is an ad for everyone" è il motto di SmartAds.
Rispetto alla keyword advertising, la novità è che il targeting non avviene in base alle parole chiave digitate dall'utente, bensì al suo comportamento online, scelte e abitudini di navigazione, download, acquisti in rete, personalizzazioni di visualizzazione, ecc...

Si tratta di una mossa che molti si aspettavano da Google, invece una volta tanto Yahoo ha preceduto il più potente arcirivale. Com'è possibile ? La mia opinione è che Google, con tutti gli occhi dei media puntati addosso, stia temporeggiando prima di lanciare un servizio pubblicitario che farà sicuramente venire allo scoperto nervi già tesi sull'annosa questione della privacy online. Forti del suo enorme vantaggio competitivo, Brin e Page volentieri lasciano a Yahoo il ruolo di rompighiaccio in questa nuova frontiera della pubblicità online.

Sono sicuro che Google sarebbe già tecnicamente in grado di proporre qualcosa di simile, ma che abbia giudicato la cosa prematura. Sospetto inoltre che Yahoo abbia accelerato l'uscita di una tecnologia ancora in beta in un tentativo quasi disperato di recuperare terreno. Non a caso l'annuncio ha seguito di poco tempo il reinsediamento al vertice dell'azienda di Jerry Yang, uno dei due co-fondatori di Yahoo. Se il rilancio fallirà, Microsoft è pronta a fare un solo boccone dell'ex-gigante di Internet.

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Friday, May 18, 2007

Arriva Google 2.0, il motore di ricerca universale


Google ha lanciato da qualche giorno quella che è stata definita dal guru dei motori di ricerca Danny Sullivan la più grande novità della sua storia. Si tratta dell'integrazione nella pagina dei risultati del motore con link agli altri motori verticali sviluppati da Google: news, immagini, video, libri, mappe, finanza, e-commerce, ed altri ancora. Il risultato è stato battezzato Universal Search, e verrà implementato in modo graduale.

Di per sè potrebbe sembrare tutt'altro che una novità, visto che i motori di ricerca verticali di Google esistono da anni. Tuttavia, l'integrazione in un'unica pagina vale di più che la somma delle sue parti. Innanzitutto, la mossa deriva dal fatto che l'utente medio si è mostrato molto pigro e riluttante a fare ricerche approfondite nei motori verticali. I link ad essi ci sono sempre stati, accanto alla casella di ricerca, ma risultavano sistematicamente ignorati. Da qui la scelta di Google di "imboccare" l'utente proponendogli tutto comodamente in un'unica videata.

Sicuramente la novità sarà molto utile per migliorare la cosiddetta "user experience", togliendo però peso ai contenuti testuali del web, a favore di contenuti multimediali da un lato, e di database commerciali (ad esempo Froogle, o gli annunci locali di Google Maps) dall'altro. Non è ancora chiaro se ciò spianerà la strada all'integrazione anche con annunci sponsorizzati illustrati (banner) o video, al momento esclusi dalle pagine dei risultati dei Google.

Dal punto di vista di chi si occupa di search marketing, la novità spingerà a puntare su nuove forme di ottimizzazione dei contenuti in modo da integrare un sito con i contentuti indicizzati dai "vecchi" motori verticali, primi fra tutti immagini e video. Dall'altro, si dovrà espandere la presenza in quei database separati, come ad esempio Google Maps, in cui non si entra automaticamente con l'indicizzazione normale di Google. Di conseguenza, sarà anche più difficile la vita per chi fa spam, almeno finchè non saranno escogitate nuove tecniche.

La sensazione, ad ogni modo, è che Google si stia avvicinando sempre di più ad essere al centro di Internet, trasformandosi da indispensabile ausilio per la navigazione a passaggio obbligato per chiunque svolga attività di ricerca di risorse in rete. Vedremo se Yahoo!, magari con l'aiuto di Microsoft, saprà introdurre contromosse. Ma nella migliore delle ipotesi si avrebbe comunque un dupolio, e se la tendenza che si è delineata sarà confermata, ci sarà la possibilità per avere un'unico centro della rete. Ne resterà solo uno, qualcuno disse.


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Tuesday, May 08, 2007

Pubblicità online: Fallisce l'assalto di Microsoft a Yahoo

Corsi e ricorsi storici. Microsoft, l'azienda con più accuse di monopolio della storia, sta cercando disperatamente di trovare contromisure al quasi monopolio di Google nella pubblicità online.

E' però fallita la trattativa per l'acquisizione di Yahoo!, che sembrava ormai cosa fatta.

Google ha costruito il suo impero grazie alla superiorità del suo motore di ricerca e i link sponsorizzati ad esso associati. Visto però che il settore del keyword advertising rappresenta il 40 per cento del mercato della pubblicità online, recentemente Google ha esteso il suo dominio pagando oltre 3 miliardi di dollari per DoubleClick, la principale azienda nel settore banner e display advertising, sbaragliando proprio la concorrenza di Microsoft.

Ora Bill Gates vuole e deve correre ai ripari per ampliare la sua presenza nel mercato della pubblicità online e in quello dei motori di ricerca, il settore chiave di Internet. A nulla sono valsi gli sforzi per cercare di sviluppare internamente questi settori, con Msn e Adcenter: Microsoft qui è il terzo player e controlla solo quote di mercato minime, dell'ordine del 10%. Meglio fa Yahoo, il rivale storico di Google, un tempo il sito più visitato al mondo ma ora piuttosto in crisi. Uniti, Microsoft e Yahoo arriverebbero al 38% delle ricerche nei motori negli USA contro il 48% di Google, mentre a livello mondiale, la quota scenderebbe al 27% conto 66% .

Da qui l'idea, nata mesi fa e ora sempre più forte, di acquisire Yahoo. Alla notizia che Microsoft è tornata alla carica valutando Yahoo! 50 miliardi di dollari, le azioni Yahoo! hanno guadagnato il 18%. In Borsa Yahoo! viene da un lungo periodo di depressione che ha portato il titolo a perdere oltre un terzo del suo valore nell'arco del 2006, proprio mentre i rivali di Google conquistavano un record dopo l'altro. Si pensava dunque che l'offerta di Microsoft fosse una di quelle da non rifiutare. I fondatori di Yahoo, Yang e Filo, hanno declinato: proprio non ne vogliono sapere di cedere a Gates la loro società, nata con l'ideale della rete democratica proprio contro i monopoli dell'economia dell'informazione.

C'è da sospettare, tuttavia, che i motivi siano altri, meno nobili. Yahoo non ha esitato a collaborare col regime cinese, tutt'altro che democratico, consegnando dati sensibili che hanno portato alla cattura di un dissidente che faceva propaganda tramite Yahoo Groups. Dunque, collaborare con Bill Gates non dovrebbe essere un problema. Forse la verità è che Yahoo! spera ancora di farcela da sola e non si rassegna alla sconfitta contro l'arcirivale Google che, fondato 3 anni dopo, ha da tempo spodestato l'ex-regina di Internet.



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