Friday, October 05, 2007

Yahoo lancia la pubblicità personalizzata nei motori di ricerca

In Italia è passato sotto silenzio, addetti ai lavori a parte, il lancio da parte di Yahoo di un nuovo, a mio parere rivoluzionario, sistema di pubblicità online. Si tratta di SmartAds, una piattaforma tecnologica che consente agli inserzionisti di Yahoo di visualizzare pubblicità diverse per target diversi.

"There is an ad for everyone" è il motto di SmartAds.
Rispetto alla keyword advertising, la novità è che il targeting non avviene in base alle parole chiave digitate dall'utente, bensì al suo comportamento online, scelte e abitudini di navigazione, download, acquisti in rete, personalizzazioni di visualizzazione, ecc...

Si tratta di una mossa che molti si aspettavano da Google, invece una volta tanto Yahoo ha preceduto il più potente arcirivale. Com'è possibile ? La mia opinione è che Google, con tutti gli occhi dei media puntati addosso, stia temporeggiando prima di lanciare un servizio pubblicitario che farà sicuramente venire allo scoperto nervi già tesi sull'annosa questione della privacy online. Forti del suo enorme vantaggio competitivo, Brin e Page volentieri lasciano a Yahoo il ruolo di rompighiaccio in questa nuova frontiera della pubblicità online.

Sono sicuro che Google sarebbe già tecnicamente in grado di proporre qualcosa di simile, ma che abbia giudicato la cosa prematura. Sospetto inoltre che Yahoo abbia accelerato l'uscita di una tecnologia ancora in beta in un tentativo quasi disperato di recuperare terreno. Non a caso l'annuncio ha seguito di poco tempo il reinsediamento al vertice dell'azienda di Jerry Yang, uno dei due co-fondatori di Yahoo. Se il rilancio fallirà, Microsoft è pronta a fare un solo boccone dell'ex-gigante di Internet.

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Wednesday, July 11, 2007

ADVERTISING SPACE INVADERS

Lupi in fabula... proprio mentre scrivevo della percezione della keyword advertising da parte dei blogger italiani secondo la ricerca di Diario Aperto, Mauro Lupi ha pubblicato un post nel suo blog che affronta il tema più generale dell'invasività della pubblicità online.

Lo spunto è un articolo del sociologo Giampaolo Fabris apparso su Affari&Finanza di lunedì 9 luglio.

In sintesi, Fabris afferma che la publicità online è troppo invasiva:

Vi sono molte evidenze che, a meno che non sia l’utente a cercarla [...] la pubblicità in Rete viene guardata con un crescendo di insofferenza.
[...] Perché gli internauti, che pure hanno un atteggiamento laico nei confronti della pubblicità, non l’amano affatto a casa loro. Internet, per gran parte del suo pubblico, è potersi muovere liberamente in Rete senza vincoli e senza costrizioni. Un’insofferenza anche motivata dalla diffusione dello spamming, in genere a contenuto pornografico. [...] Ben diverso quando, mettendo a sistema la impressionante mole di dati che i motori di ricerca dispongono, verrà offerta una pubblicità coerente ai propri gusti, aspettative e stile di vita.

In parole povere, Fabris salva la search advertising, e mette tutto il resto in un enorme calderone assimilato alla componente più deteriore della pubblicità online, lo spamming.

Che dire? E' un po' il destino della reclame, quello di essere criticata per la sua invasività, salvo poi rimanere il pilastro su cui si poggia tutta la media economy, sia new che old. In questo senso ha ragione Lupi che ha così replicato indirettamente nel suo blog:

Ditemi una forma di pubblicità che sia apprezzata dai destinatari; ovvio che se chiedi a qualcuno “ma a te piace la pubblicità su internet”, la risposta sia “no”. Pensate invece che se lo chiedete a proposito di TV, radio o stampa le risposte siano “wow, certo! adoro lo spot che interrompe il film”, oppure “non vedo l'ora di sporcarmi le mani di colore su quei paginoni pubblicitari interni al quotidiano”?

Come ho già detto nel post precedente, credo che per quanto invadente la pubblicità sia accettata un po' da tutti, chi più chi meno. Alla maggior parte delle persone in realtà non piace, più che la pubblicità, l'idea di essere influenzata da essa.

Detto questo, vorrei rispondere all'invito di Lupi Ditemi una forma di pubblicità che sia apprezzata dai destinatari. Io dico la search advertising, o keyword advertising che dir si voglia.
Quella nei motori di ricerca è l'unica forma di pubblicità esistente che il consumatore attivamente decide di fruire. E' la vera novità pubblicitaria portata dalla rete, e non a caso su di essa Google ha costruito il suo impero.

Se sarà impero del Bene o del Male.... ai post l'ardua sentenza.






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Wednesday, June 20, 2007

Yahoo Search Marketing si trasforma. Era ora !

Finalmente è disponibile anche per l'Italia la piattaforma di gestione degli account delle campagne di keyword advertising di Yahoo Search Marketing. Diversamente da quella di Google Adwords, nata già più avanzata e continuamente aggiornata, quella di Yahoo era divenuta ormai obsoleta.

Euroruner ha ricevuto l'email ufficiale di notifica dell'imminente ma ancora nessuno degli account Yahoo Search Marketing è fisicamente passato al nuovo sistema.

In attesa di commentare le novità collaudandole sul campo, diamo un'occhiata alle principali novità annunciate, che potenzialmente consentiranno di migliorare il lavoro degli esperti di keyword advertising e di conseguenza potranno produrre maggiore efficacia per le campagne dei loro clienti:

- Gestione semplificata delle campagne, completa di grafici e strumenti di visibilità e controllo del rendimento e del ritorno sull'investimento (ROI)

- Finalmente le parole chiave possono essere inserite automaticamente nei titoli e nelle descrizioni e venire associate a più inserzioni

- I report sono maggiormente personalizzabili

- L'attivazione delle inserzioni passa da 3/5 giorni lavorativi alla pubblicazione online delle inserzioni entro qualche ora

- Test delle inserzioni: è possibil ecomparare il rendimento di anunci diversi potendo stabilire in modo semplice quali messaggi consentono di ottenere risultati migliori

- Geo-targeting: E' ora possibile restringere la visualizzazione a zone specifiche rivolgendo le inserzioni in modo mirato al pubblico geografico appropriato

- Pianificazione delle campagne: Si possono ora gestite le vostre campagne con la possibilità di pianificarle per data, per una gestione più efficiente del budget

- Content Match: Se prima le inserzioni venivano associate solo alle pagine di contenuto in base alle parole chiave, ora la rilevanza contestuale viene determinata dal testo dell'inserzione e da
quello della pagina di destinazione, con una conseguente maggiore rilevanza

Link: Area dedicata ai servizi di pianificazione e gestione di campagne di keyword advertising di Eurorunner.

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Friday, May 18, 2007

Arriva Google 2.0, il motore di ricerca universale


Google ha lanciato da qualche giorno quella che è stata definita dal guru dei motori di ricerca Danny Sullivan la più grande novità della sua storia. Si tratta dell'integrazione nella pagina dei risultati del motore con link agli altri motori verticali sviluppati da Google: news, immagini, video, libri, mappe, finanza, e-commerce, ed altri ancora. Il risultato è stato battezzato Universal Search, e verrà implementato in modo graduale.

Di per sè potrebbe sembrare tutt'altro che una novità, visto che i motori di ricerca verticali di Google esistono da anni. Tuttavia, l'integrazione in un'unica pagina vale di più che la somma delle sue parti. Innanzitutto, la mossa deriva dal fatto che l'utente medio si è mostrato molto pigro e riluttante a fare ricerche approfondite nei motori verticali. I link ad essi ci sono sempre stati, accanto alla casella di ricerca, ma risultavano sistematicamente ignorati. Da qui la scelta di Google di "imboccare" l'utente proponendogli tutto comodamente in un'unica videata.

Sicuramente la novità sarà molto utile per migliorare la cosiddetta "user experience", togliendo però peso ai contenuti testuali del web, a favore di contenuti multimediali da un lato, e di database commerciali (ad esempo Froogle, o gli annunci locali di Google Maps) dall'altro. Non è ancora chiaro se ciò spianerà la strada all'integrazione anche con annunci sponsorizzati illustrati (banner) o video, al momento esclusi dalle pagine dei risultati dei Google.

Dal punto di vista di chi si occupa di search marketing, la novità spingerà a puntare su nuove forme di ottimizzazione dei contenuti in modo da integrare un sito con i contentuti indicizzati dai "vecchi" motori verticali, primi fra tutti immagini e video. Dall'altro, si dovrà espandere la presenza in quei database separati, come ad esempio Google Maps, in cui non si entra automaticamente con l'indicizzazione normale di Google. Di conseguenza, sarà anche più difficile la vita per chi fa spam, almeno finchè non saranno escogitate nuove tecniche.

La sensazione, ad ogni modo, è che Google si stia avvicinando sempre di più ad essere al centro di Internet, trasformandosi da indispensabile ausilio per la navigazione a passaggio obbligato per chiunque svolga attività di ricerca di risorse in rete. Vedremo se Yahoo!, magari con l'aiuto di Microsoft, saprà introdurre contromosse. Ma nella migliore delle ipotesi si avrebbe comunque un dupolio, e se la tendenza che si è delineata sarà confermata, ci sarà la possibilità per avere un'unico centro della rete. Ne resterà solo uno, qualcuno disse.


Link: scopri i servizi di keyword advertising di Euro.runner


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Wednesday, April 18, 2007

Google compra Doubleclick: si va verso il monopolio della pubblicità online?


Google ha acquisito DoubleClick, leader mondiale della pubblicità online tramite banner. In questo modo ha aggiunto un importante tassello mancante alla sua strategia: il controllo mondiale degli spazi pubblicitari grafici e video in Internet.

Infatti, mentre Google dominava il mercato del keyword advertising, la pubblicità pay per click nei motori di ricerca, la sua rete di partner per le inserzioni rich media lasciava molto a desiderare. Ora l'accordo porta all'acquisizione di 1.500 clienti Doubleclick fra cui General Motors, Coca Cola, Motorola, L'Oreal, Visa e Nike, oltre al controllo di un immenso database di informazioni sui conumatori online di ogni angolo del mondo economicamente rilevante.

Doubleclick faceva gola a molti, prima fra tutti Microsoft, ma Google ha offerto una cifra astronomica, oltre 3 miliardi di dollari (in contanti), sbaragliando letteralmente la concorrenza. E proprio la concorrenza è l'aspetto più delicato dell'affare, poichè Google rischia di diventare un monopolista assoluto della rete, tanto che della cosa si interesserà l'Antitrust USA. Principale accusatore è proprio Microsoft: da che pulpito viene la predica, verrebbe da dire.

Come fa notare Mauro Lupi, Google può iniziare a porsi come interfaccia complessiva per gli advertiser, sollevando nel contempo possibili attenzioni da parte di enti governativi sul notevole incremento di potere, di mercato e informativo. Al di là delle implicazioni di macroeconomia, cosa cambierà per chi vuole fare marketing online?

- Google applicherà il modello pay per click anche ai banner e ai formati video/rich media?
- I costi per gli inserzionisti aumenteranno o diminuiranno ?
- In Italia, dove la market share di DoubleClick è minore, gli effetti saranno attutiti ?
- Il ruolo delle agenzie è destinato ad essere ridimensionato ?

A breve la risposta...



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