Friday, May 18, 2007

Arriva Google 2.0, il motore di ricerca universale


Google ha lanciato da qualche giorno quella che è stata definita dal guru dei motori di ricerca Danny Sullivan la più grande novità della sua storia. Si tratta dell'integrazione nella pagina dei risultati del motore con link agli altri motori verticali sviluppati da Google: news, immagini, video, libri, mappe, finanza, e-commerce, ed altri ancora. Il risultato è stato battezzato Universal Search, e verrà implementato in modo graduale.

Di per sè potrebbe sembrare tutt'altro che una novità, visto che i motori di ricerca verticali di Google esistono da anni. Tuttavia, l'integrazione in un'unica pagina vale di più che la somma delle sue parti. Innanzitutto, la mossa deriva dal fatto che l'utente medio si è mostrato molto pigro e riluttante a fare ricerche approfondite nei motori verticali. I link ad essi ci sono sempre stati, accanto alla casella di ricerca, ma risultavano sistematicamente ignorati. Da qui la scelta di Google di "imboccare" l'utente proponendogli tutto comodamente in un'unica videata.

Sicuramente la novità sarà molto utile per migliorare la cosiddetta "user experience", togliendo però peso ai contenuti testuali del web, a favore di contenuti multimediali da un lato, e di database commerciali (ad esempo Froogle, o gli annunci locali di Google Maps) dall'altro. Non è ancora chiaro se ciò spianerà la strada all'integrazione anche con annunci sponsorizzati illustrati (banner) o video, al momento esclusi dalle pagine dei risultati dei Google.

Dal punto di vista di chi si occupa di search marketing, la novità spingerà a puntare su nuove forme di ottimizzazione dei contenuti in modo da integrare un sito con i contentuti indicizzati dai "vecchi" motori verticali, primi fra tutti immagini e video. Dall'altro, si dovrà espandere la presenza in quei database separati, come ad esempio Google Maps, in cui non si entra automaticamente con l'indicizzazione normale di Google. Di conseguenza, sarà anche più difficile la vita per chi fa spam, almeno finchè non saranno escogitate nuove tecniche.

La sensazione, ad ogni modo, è che Google si stia avvicinando sempre di più ad essere al centro di Internet, trasformandosi da indispensabile ausilio per la navigazione a passaggio obbligato per chiunque svolga attività di ricerca di risorse in rete. Vedremo se Yahoo!, magari con l'aiuto di Microsoft, saprà introdurre contromosse. Ma nella migliore delle ipotesi si avrebbe comunque un dupolio, e se la tendenza che si è delineata sarà confermata, ci sarà la possibilità per avere un'unico centro della rete. Ne resterà solo uno, qualcuno disse.


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Monday, April 02, 2007

I nuovi ‘algoritmi’ di Google secondo La Repubblica: parliamone

L'odierno inserto Affari & Finanza dedica molto spazio ai "nuovi" algoritmi di Google. L'articolo rivela però una certa dose di approssimazione, con inesattezze che se possono essere veniale per una lettura superficiale al bar, prese alla lettera diventano vere e proprie inesattezze. Vediamo un po' in dettaglio la cosa, in corsivo il testo pubblicato sul'inserto.

I nuovi ‘algoritmi’ di Google: per passare in testa alle selezioni bisogna essere scelti dal pubblico. Il meccanismo automatico, recentemente perfezionato, prende in considerazione solo le preferenze degli utenti per identificare i siti

In realtà tale meccanismo, denominato Google Co-Op, è ancora in via sperimentale e al momento funziona per un numero di ricerche infinitesimale rispetto ai miliardi di ricerche effettuante quotidianamente con Google.


L'attenzione alle keyword non conta nulla: pesano i contenuti reali che sono presenti nelle pagine di un sito spiega Massimiliano Magrini, responsabile italiano del motore di ricerca

Non è così, se nei contenuti non sono presenti le keyword, per Google è impossibile stabilire una corrispondenza con le parole chiave digitate dall'utente. Magrini evidentemente si riferisce a keyword nascoste (spam), e infatti un'altra sua frase riportata nell'articolo lo conferma: La rilevanza è l'elemento fondamentale alla base del processo di ranking: maggiore è la rilevanza tra i contenuti di un certo sito e i termini indicati dagli utenti nel corso delle ricerche, tanto più alte saranno le possibilità di vedere apparire quel sito in cima alla lista dei risultati di ricerca. Più chiaro di così...

Non necessariamente alti indici di traffico da parte della rete garantiscono un posizionamento migliore nelle pagine di risposte fornite dai megacomputer responsabili dell'indicizzazione dei contenuti.


Quando mai il traffico ha garantito alti posizionamenti ? Non c'è alcun legame tecnico. Molti siti hanno alto traffico perchè sono ai primi posti dei motori di ricerca e non viceversa.


Google utilizza un proprio algoritmo per indicizzare i siti web esistenti in rete e, di conseguenza, i loro contenuti: è la nuova frontiera di Internet, quella del web semantico.

Magari gli algoritmi di Google fossero semantici! I motori di ricerca non sono ancora in grado di distinguere il significato di una ricerca, basta provare a digitare "madonna" in Google Images.


Continua Magrini: «Le attività di web marketing che funzionano sono quelle che permettono di creare siti interessanti e usabili che incontrino il favore degli utenti sul lungo periodo. Chi cerca di fare il furbo viene sanzionato immediatamente esattamente come succede nella comunità dei navigatori di YouTube».

Magari fosse vero... Google ha validi sistemi per scovare lo spam, ma ci sono continui casi di spammatori che riescono a posizionarsi per parole chiave anche molto difficili. D'accordo non alimentare panico, ma stiamo attenti a quello che clicchiamo cercando in Google !


Un sito molto linkato da altri siti, giornali, blog, avrà più possibilità di salire in graduatoria rispetto a chi non ha saputo creare tale interesse nei confronti di chi va online. Per poter incidere su queste logiche non serve assoldare blogger o mettere a punto software sofisticati che ordinano alle macchine di cliccare in automatico un certo indirizzo del web: bisogna produrre buoni contenuti e proporli tecnicamente in modo usabile.

Finalmente, in chiusura di articolo, ecco un'affermazione che corrisponde all'attuale situazione, che merita dunque di essere evidenziata. Gli studi di psicologia cognitiva dicono che i lettori ricordano molto di più le ultime frasi di un articolo. Speriamo che valga anche per quelli di Repubblica!

Rimane però un dubbio... se i "nuovi algoritmi" di Google sono così avanzati, perchè come motore di ricerca interno il sito di Repubblica utilizza il rivale Yahoo ?







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Tuesday, March 27, 2007

Search Marketing: se lo provi non lo lasci più

Sotto la spinta di Google e dei suoi sistemi pubblicitari pay per click (Adwords e Adsense), l'Europa sta colmando il divario con gli Stati Uniti.

Di pochi mesi fa è la notizia per cui nel 2006 la raccolta pubblicitaria di Google nel Regno Unito ha superato quella del 4° canale britannico (900 milioni di sterline - 1,34 miliardi di euro - contro gli 800 milioni di sterline previsti per Channel 4).

Ora SEMPO (Search Engine Marketing Professional Organization) ha fornito un'anticipazione sui risultati di una ricerca sulla diffusione del search marketing nelle aziende di Italia, Spagna e Francia. Sono stati analizzati sia il keyword advertising che l’ottimizzazione dei siti in funzione dell'indicizzazione nei motori di ricerca (SEO), da cui emerge che la pubblicità nei motori di ricerca è finalomente diventata una realtà anche nei principali paesi mediterranei.

I dati più interessanti sono i seguenti :

- Il 72% delle aziende ed il 79% delle agenzie è soddisfatto del ritorno sull’investimento delle attività di search marketing.
- Le attività sono equamente ripartite fra keyword advertising (link sponsorizzati pay per click) e attività di indicizzazione/ottimizzazione
- Il 62% delle aziende prevede di incrementare il proprio budget di search marketing nel 2007.
- Solo un terzo delle aziende investe più di 50.000 euro all’anno in search marketing.
- In valore assoluto è maggiore il budget complessivo destinato al pay per click rispetto al posizionamento organico nei motori di ricerca
- Gli obiettivi principali delle attività di search marketing sono, come prevedibile, le vendite e la brand awareness.
- Solo un terzo delle aziende non si è mai rivolta ad un’agenzia per incrementare i risultati e colmare la lacuna di competenze interne

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