Thursday, September 27, 2007

Buon compleanno Google!

Aprire il browser e non vedere il solito logo di Google è come veder la Monnalisa con i baffi, o come una lattina di Coca-Cola blu. Desta l'attenzione:“come mai?”, “che succede oggi?”.
Oggi il motore di ricerca più famoso e utilizzato al mondo compie 9 anni. Per questo oggi il logo è pieno colori.
Il logo "normale" di Google è (quasi) sempre stato così: molto semplice con un font comune e colori basilari, sembrando quasi amatoriale (come di fatto è). La nascita - quasi per caso - del logo la si deve a uno dei due fondatori, Sergey Brin, nella fase di studio sul funzionamento di un complesso software grafico. Eppure la semplicità del logo esprime al meglio il concept dell'azienda di MountainView: la facilità del search engine, della ricerca delle informazioni sul web.
Ogni tanto il logo si trasforma, segnalando l'importanza e l'universalità di un evento (da cui il TG delle 20 non può prescindere). Così Halloween, la Coppa del Mondo di calcio, Saint Patrick's day o il compleanno di Google diventano la notizia del giorno.
Questi loghi, chiamati “Google doodles”, sono disegnati da Dennis Hwang, il quale ne ha già creati oltre 150.
Il primo “doodle” è stato disegnato dai fondatori stessi, Larry e Sergey, in occasione della loro partecipazione al Burning Man festival nel 1999. Pensato come giustificazione nel caso il loro sito fosse andato in crash.

I doodles dei compleanni del motore di ricerca:



Vedi tutti i doodles

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Google compie 10 anni, anzi 9

Lo scorso 15 settembre La Repubblica ha dedicato un'intera pagina al 10° compleanno di Google, con un articolo dal roboante titolo: I dieci anni che sconvolsero il web.

Oggi, 27 settembre, Google festeggia il suo 9° compleanno pubblicando un logo apposito. (vedi qui sopra)

E' solo uno dei vari casi, e neppure il più signficativo, che dimostrano l'approssimazione con cui il mondo dei media tradizionali affronta la rete. L'articolo a firma Vittorio Zucconi si sofferma prevalentemente sugli aspetti più folkloristici della storia di Google, e non entrando nello specifico non fornisce troppe informazioni imprecise. Quando però si sbilancia sulle cifre, ecco che subito arriva lo strafalcione.

Ad esempio, il dato del 50% di ricerche fornite dal motore di ricerca più usato nel mondo è sballato. E' un dato che si riferisce agli soli Stati Uniti e alle sole ricerche effettuate direttamente nel sito Google, escludendo tutte quelle dei portali che lo utilizzano, con cui si arriva al 60% negli USA nell'agosto 2007 secondo Nielsen/Netratings. Non vi sono dati ufficiali relativi al mondo intero, ma basti sapere che Google arriva all'80% in Gran Bretagna e Francia e addirittura al 90% in Germania secondo varie autorevoli fonti.

E' nota l'idiosincrasia dei giornalisti italiani per numeri e statistiche, quindi non c'è da meravigliarsi. Essendo noto anche lo scarso spirito di autocritica degli stessi, non c'è nemmeno da meravigliarsi leggendo un affermazione del genere:

"Pesa come una spada sulla testa di politici che citano fatti sbagliati o a sproposito, perché nei millisecondi necessari per "google", per compiere una ricerca nell'universo dello scibile, le loro panzane, i loro precedenti imbarazzanti e le loro contraddizioni saranno illuminati"

Da che pulpito vien la predica. Forse se Zucconi avesse speso qualche millisecondo in più a cercare la data di nascita esatta di Google, si sarebbe risparmiato la figuraccia. O, ancora meglio, consultando gli archivi online del suo stesso giornale, avrebbe scoperto che Repubblica.it nel 2003 aveva correttamente annunciato il 5° compleanno di Google.

Insomma, Google è una spada non solo sui politici, ma su chiunque scriva cose inesatte. E non sono pochi, online e offline.

Detto questo, ci sarebbe da parlare dei diec... anzi, nove anni che sconvolsero il web. Visto che l'hanno già fatto in molti, suggerisco questo sintetico post.

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Tuesday, September 25, 2007

Il 2008 l’anno dei controlli in tema di privacy?

E' un dato di fatto che la privacy va sempre più “burocratizzandosi”. Rispettare il Codice della privacy (il d.lgs 196/03, che ha sostituito la l. 675/96) non è, oggi, un compito facile, tanto che fioriscono sedicenti “esperti sulla privacy” senza alcuna competenza e/o background giuridico.

Inoltre, lo stato italiano e lo stesso garante, sono stati fino ad ora molto pazienti con rinvii e limitati controlli per permettere di fatto alle aziende di adeguarsi a queste nuove normative che contengono fattispecie di violazioni che se pur talvolta molto complesse, comportano sanzioni anche di tipo penale. Probabilmente, con l’intensificarsi delle ispezioni del Garante ed un conseguente maggior numero di sanzioni irrogate, l’argomento, diventerà tristemente più noto anche alle aziende distratte.

Fino ad ora, in linea generale, il maggior numero di controlli sul tema e di sanzioni applicate, riguardano l’invio di informazioni commerciali non richieste, il trattamento illecito di dati personali e l’omessa adozione delle misure di sicurezza. Dal 2008 secondo molti, dovrebbero intensificarsi i controlli che sono rimasti fino ad ora il punto dolente della disciplina.

Il problema riguarderà invece quello che succederà in futuro, con la sempre maggiore diffusione di tecnologie invasive come il “trusted computing”, le violazioni della privacy individuale e collettiva saranno presumibilmente ancora maggiori e sarà più difficile rendersene conto. Speriamo dunque che la legislazione intervenga di volta in volta a fare chiarezza e sia in questi campi più permissiva di quello che è ora.


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Studio Legale Associato
Fioriglio-Croari
www.informaticagiuridica.com
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Monday, September 24, 2007

A VOLTE RITORNANO: RIECCO VIRGILIO

Chi non ricorda Virgilio? Pochissimi, credo. Il portale italiano per antonomasia per anni è stato protagonista, inizialmente con la sua directory di siti italiani, poi come portale vero e proprio.

Chi si ricorda quando Virgilio è scomparso? Io no, così a naso direi un paio d'anni fa, ma potrei sbagliarmi. Mi ricordo però chi l'ha fatto scomparire: il portale Alice.it l'ha fagocitato nell'ambito del lancio in pompa magna dell'adsl di Telecom Italia.

Praticamente, il marchio italiano online forse più celebre è stato buttato nel c...ortile da un management che evidentemente aveva in mente qualcos'altro, un qualcosa per cui valeva la pena sacrificare un marchio così prezioso. Un qualcosa che probabilmente aveva a che fare con strategie di marketing della Telecom, ma che nemmeno un esperto di queste cose come Mauro Lupi sa spiegare. Qualsiasi cosa fosse, devono avere sbagliato i calcoli visto che ora Virgilio.it è tornato. Questo l'incipit del comunicato ufficiale:

Online da oggi, è di nuovo in rete “Virgilio, powered by Alice”, raggiungibile sia digitando www.virgilio.it che www.alice.it. Un nuovo logo e una nuova homepage daranno il bentornato a uno dei brand più conosciuti e amati dagli internauti.

A me sembra il classico caso in cui si chiude la gabbia dopo che le belve sono uscite. Il nome Virgilio era già in declino quando è stato ridotto all'oblio qualche anno fa. Il modello a directory, fatto di siti selezionati manualmente da editor, era stato soppiantato dal modello del motore di ricerca imposto da Google, tanto è vero che le ricerche di Virgilio (e poi di Alice.it) erano appunto gestite da Google stesso.

Anche l'idea di portale accentratore ha mostrato la corda già da tempo, per cui sembrano poco interessanti le principali novità del nuovo Virgilio:

La nuova homepage è personalizzabile, per essere sempre più vicino ai bisogni dell'utente. E' infatti possibile impostare il proprio segno zodiacale, o la città di cui si vogliono avere le previsioni meteorologiche. Ma anche visualizzare subito i nuovi messaggi di posta ricevuti al proprio indirizzo mail di alice.it.

Infine, last but not least, di Virgilio è rimasto il marchio ma gran parte delle "risorse" umane che ci avevano lavorato sono state da tempo tagliate, per cui è difficile pensare che il meglio del vecchio Virgilio possa mai tornare sotto forma di idee originali e servizi validi.

Con queste logiche,
se Google fosse nato in Italia a quest'ora non ne sarebbe rimasto che il logo, ribrandizzato nel portale di America On Line.

Tristezza? No! Allegria ! Per fortuna stasera c'è Mike Bongiorno che presenta Miss Italia...


La (triste) storia ufficiale di Virgilio



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