Friday, July 27, 2007

Second Life: gambling al bando


La notizia è fresca!

Da ora in poi niente più gambling on line su Second Life.
Pare che tale decisione sia stata presa in seguito allle indagini che sta facendo l'FBI sul gambling on line da quando negli USA è stata dato un giro di vite ad un business che pareva inarrestabile.

Dunque da ora in poi niente più gioco on line anche se poi sappiamo bene come sia facile passare da SL ad un sito di gambling ... magari locato in qualche paradiso fiscale reale!

Da un lato apprezzabile la coerenza statunitense nel perseguire la "guerra" al gambling on line dall'altro credo che sia veramente difficile contenere qualcosa che ha una fortissima richiesta. Cambieranno i punti di ritrovo, le Las Vegas virtuali, ma il problema resta culturale.

Aspettiamoci dunque che parta il marketing prezzolato negativo contro SL dopo questa decisione e magari da domani sentiremo parlare molto di più di Entropia Universe.

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Friday, July 20, 2007

Garanzie giuridiche per gli acquisti on-line con carta di credito

Tra i vari sistemi di pagamento che nascono come funghi ogni giorno, la carta di credito rimane ancora il più utilizzato, capace di mettere in ombra la blasonata moneta elettronica e i sistemi di pagamento a carta prepagata. Nonostante questo però riscontra ancora un forte timore da parte di molti utenti che non si sentono al sicuro nell'utilizzarla su siti sconosciuti a danno delle piccole e medie imprese che hanno appena iniziato il loro business in rete.
Per questo è necessario sottolineare che dal punto di vista giuridico la carta di credito rimane fra i più sicuri sistemi di pagamento e per questo i timori legati al suo utilizzo da parte dei consumatori sono del tutto infondati. Le garanzie giuridiche derivano, oltre che dalla disciplina sul commercio elettronico, dal d.lgs.
6 ottobre 2005 n. 206, conosciuto anche come “codice del consumo”. L’art. 56 permette al consumatore di chiedere l’annullamento di un pagamento in caso di utilizzazione fraudolenta della sua carta di pagamento o nel caso gli sia stata addebitata una cifra maggiore di quella pattuita. In questi casi l’istituto di emissione della carta di credito ha l’obbligo di riaccreditare al consumatore le somme versate a titolo di pagamento.
Per questo motivo è evidente come non si debba avere nessun timore ad utilizzare le carte di credito on-line, perfino sui siti di commercio elettronico a cui si accede per la prima volta o che non utilizzano sistemi di gateway come quello di “Banca Sella” o di SSB in cui una parte terza fa da garante gestendo la transazione tra il venditore e il compratore.
Gli obblighi giuridici a carico del consumatore sono pochi e riguardano la notifica all'emittente o all'ente precisato da quest'ultimo, immediatamente dopo esserne venuto a conoscenza, di quanto segue:
- la perdita o il furto della carta di credito (che possono avvenire anche on-line se si verificano accessi non autorizzati sui propri computer);
- la registrazione sul suo conto corrente di un’operazione non autorizzata;
- un errore o qualsiasi altra irregolarità nella gestione del conto corrente da parte dell'istituto emittente di carta di credito;.
Buoni acquisti a tutti!

Giuseppe Croari
____________________________
Studio Legale Associato
Fioriglio - Croari
www.informaticagiuridica.com

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Tuesday, July 17, 2007

Il gioco: evoluzione del marketing online

I motori di ricerca stanno investendo sul gioco come nuova strategia di web marketing. La dimensione del gioco, già, nella pubblicità off-line ha un ruolo importante, pensiamo ad esempio alle varie raccolte punti, alle collezioni dei gadget.
Sia Google sia Msn Live sembrano voler scommettere sul versante ludico. Infatti, i due motori di ricerca stanno portando avanti interessanti progetti utilizzando il motore di ricerca come strumento di promozione interattiva.
Msn ha progettato un gioco, chiamato Live Search Club. Il contest organizzato da Microsoft consiste nel ricavare punti-bonus attraverso ricerche su Msn, da riutilizzare come sconto nell'acquisto di prodotti della società di Bill Gates. Le stime indicano che questa iniziativa abbia portato al motore di ricerca circa 3 milioni di visitatori unici, portando la quota di mercato degli ultimi mesi al 13%, rosicando addirittura quanche punto percentuale a Google.
Google, in partnership con la casa di produzione Universal, ha organizzato un gioco online per lanciare The Bourne Ultimatum, terzo capitolo della saga cinematografica di Jason Bourne.
A fronte di una promozione diretta nel film, in cui comparirà molto chiaramente una schermata del motore di ricerca, la società di Mountain View offre garanzia di posizionamento nelle serps, promozione in iGoogle, e appunto il gioco. Quest'ultimo iniziato il 16 luglio, con lo scopo di raccogliere indizi attraverso i servizi Search, Images, YouTube e Maps del motore di ricerca.
Gli utenti avranno 18 giorni per navigare e preparasi al film che uscirà nelle sale statunitensi il 3 agosto.
Google aveva già fatto esperimenti simili - anche se non così strutturati – con il Codice da Vinci della Sony pictures, e precedentemete con il lancio della Fiat Sedici in occasione delle Olimpiadi di Torino 2006.
Credo che il gioco nel contesto pubblicitario on-line stia assumendo un ruolo molto interessante e protrebbe avere sviluppi sempre più importanti... non ci resta che vedere e analizzare i risultati.

Per approfondire

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Wednesday, July 11, 2007

ADVERTISING SPACE INVADERS

Lupi in fabula... proprio mentre scrivevo della percezione della keyword advertising da parte dei blogger italiani secondo la ricerca di Diario Aperto, Mauro Lupi ha pubblicato un post nel suo blog che affronta il tema più generale dell'invasività della pubblicità online.

Lo spunto è un articolo del sociologo Giampaolo Fabris apparso su Affari&Finanza di lunedì 9 luglio.

In sintesi, Fabris afferma che la publicità online è troppo invasiva:

Vi sono molte evidenze che, a meno che non sia l’utente a cercarla [...] la pubblicità in Rete viene guardata con un crescendo di insofferenza.
[...] Perché gli internauti, che pure hanno un atteggiamento laico nei confronti della pubblicità, non l’amano affatto a casa loro. Internet, per gran parte del suo pubblico, è potersi muovere liberamente in Rete senza vincoli e senza costrizioni. Un’insofferenza anche motivata dalla diffusione dello spamming, in genere a contenuto pornografico. [...] Ben diverso quando, mettendo a sistema la impressionante mole di dati che i motori di ricerca dispongono, verrà offerta una pubblicità coerente ai propri gusti, aspettative e stile di vita.

In parole povere, Fabris salva la search advertising, e mette tutto il resto in un enorme calderone assimilato alla componente più deteriore della pubblicità online, lo spamming.

Che dire? E' un po' il destino della reclame, quello di essere criticata per la sua invasività, salvo poi rimanere il pilastro su cui si poggia tutta la media economy, sia new che old. In questo senso ha ragione Lupi che ha così replicato indirettamente nel suo blog:

Ditemi una forma di pubblicità che sia apprezzata dai destinatari; ovvio che se chiedi a qualcuno “ma a te piace la pubblicità su internet”, la risposta sia “no”. Pensate invece che se lo chiedete a proposito di TV, radio o stampa le risposte siano “wow, certo! adoro lo spot che interrompe il film”, oppure “non vedo l'ora di sporcarmi le mani di colore su quei paginoni pubblicitari interni al quotidiano”?

Come ho già detto nel post precedente, credo che per quanto invadente la pubblicità sia accettata un po' da tutti, chi più chi meno. Alla maggior parte delle persone in realtà non piace, più che la pubblicità, l'idea di essere influenzata da essa.

Detto questo, vorrei rispondere all'invito di Lupi Ditemi una forma di pubblicità che sia apprezzata dai destinatari. Io dico la search advertising, o keyword advertising che dir si voglia.
Quella nei motori di ricerca è l'unica forma di pubblicità esistente che il consumatore attivamente decide di fruire. E' la vera novità pubblicitaria portata dalla rete, e non a caso su di essa Google ha costruito il suo impero.

Se sarà impero del Bene o del Male.... ai post l'ardua sentenza.






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Tuesday, July 10, 2007

Adwords e blogger, meglio del previsto ?







La recente pubblicazione dell'indagine sui blogger italiani svolta da Diario Aperto, un team composto da ricercatori di SWG e Università di Trieste, ha mostrato dati molto interessanti.

Una piccola parte della ricerca è dedicata al giudizio sull'utilità dei link sponsorizzati secondo l'opinione del campione (non rappresentativo) analizzato.

Questi in breve i dati e il commento originali:

Gli utenti sollecitati a rispondere sulla validità o meno degli strumenti pubblicitari online
come Adsense di Google o in genere le pubblicità testuali, rispondono con una certa marcata indifferenza:

- il 36,6% del campione trova poco utili queste forme promozionali
- il 38,7% del campione le trova per niente utili

- il 18% del campione le trova abbastanza/molto utili


Qui però le risposte sono ambigue nel senso che il trend di “indifferenza” nei confronti
della pubblicità è piuttosto generalizzato: colpisce soprattutto i mezzi generalisti saturando pagine di giornali e palinsesti televisivi. E’ probabile quindi che i dati rilevati da Diario Aperto si allineano al giudizio di indifferenza ma che, in realtà, siano anche dati più che buoni rispetto ad altri giudizi rispetto ai media generalisti.

Penso anch'io che si tratti di dati lusinghieri, e che i blogger ritengano ancora meno utili altri tipi di pubblicità. Si tratta certo di una semplice opinione non suffragata dai dati, un'impressione a naso. Sono comunque convinto che alla maggior parte delle persone non piaccia, più che la pubblicità, l'idea di essere influenzabili da essa. E' pertanto normale che molti blogger ritengano poco utile la keyword advertising, perchè ritenerla utile equivarrebbe ammettere di esserne condizionati.

Non sarebbe interessante una ricerca ad hoc sulla percezione dei link sponsorizzati sia nei motori di ricerca che nei siti di contenuto ?


AGGIORNAMENTO:

Appena dopo avere pubblicato questo post ho letto un'interessante intervento di Mauro Lupi proprio sull'argomento pubblicità online vs. pubblicità offline, a commento di un articolo comparso ieri su Affari & Finanza (inserto di Repubblica). L'articolo è a firma Giampaolo Fabris, la massima autorità italiana in materia di sociologia della pubblicità, e mi riprometto di commentarlo anch'io quanto prima.





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