Friday, June 22, 2007

Inchiesta sui blog italiani nel 2007



Domani saranno pubblicati i dati della ricerca di Diario aperto sulla base dei dati SWG con partner quali l'Università di Trieste, Splinder e Punto informatico.

Finalmente cominciamo ad avere dati certificati su questo mondo che per noi "addetti" è una certezza ma per molti clienti è ancora un punto interrogativo.

Sono certo che questo aiuterà molto i meno avezzi a convincersi di un fenomeno che è ormai realtà!

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Thursday, June 21, 2007

Google Adwords per Piccole e Medie Imprese

Google continua a scommettere. Questa volta si rivolge alle Piccole e Medie Imprese.
E' stato inaugurato, infatti, un nuovo servizio Adwords creato a supporto delle PMI che non dispongono ancora di un proprio sito internet. La novità consiste in questo: al momento della creazione di un nuovo AdWords Starter Account le aziende potranno creare delle pagine ad hoc ospitate sui server Google. Le landing page create saranno semplici e basilari con solo logo e foto, ma in grado di offrire una descrizione dell'attività, dare ai visitatori informazioni utili sull'azienda come numero di telefono, indirizzo, orari e metodi di pagamento accettati.
Lo scopo di Google è quello di rendere il più facile ed accessibile possibile il servizio AdWords, abbattendo tutte le difficoltà che le PMI potrebbero incontrare nell'approccio ad un investimento online.
Almeno per quel che riguarda il contesto italiano c'è un problema non così facile da superare: la mancanza di una cultura digitale. Infatti, probabilmente chi non ha ancora un proprio sito internet non ha ancora compreso le potenzialità di una presenza sul web della propria attività commerciale. C'è da augurarsi che la scommessa proposta da Google contribuisca a creare cultura del web innescando, quindi, un circolo virtuoso per gli investimenti online delle Piccole e Medie Imprese italiane.

Approfondimento: Search Advertising con Google AdWords

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Wednesday, June 20, 2007

Yahoo Search Marketing si trasforma. Era ora !

Finalmente è disponibile anche per l'Italia la piattaforma di gestione degli account delle campagne di keyword advertising di Yahoo Search Marketing. Diversamente da quella di Google Adwords, nata già più avanzata e continuamente aggiornata, quella di Yahoo era divenuta ormai obsoleta.

Euroruner ha ricevuto l'email ufficiale di notifica dell'imminente ma ancora nessuno degli account Yahoo Search Marketing è fisicamente passato al nuovo sistema.

In attesa di commentare le novità collaudandole sul campo, diamo un'occhiata alle principali novità annunciate, che potenzialmente consentiranno di migliorare il lavoro degli esperti di keyword advertising e di conseguenza potranno produrre maggiore efficacia per le campagne dei loro clienti:

- Gestione semplificata delle campagne, completa di grafici e strumenti di visibilità e controllo del rendimento e del ritorno sull'investimento (ROI)

- Finalmente le parole chiave possono essere inserite automaticamente nei titoli e nelle descrizioni e venire associate a più inserzioni

- I report sono maggiormente personalizzabili

- L'attivazione delle inserzioni passa da 3/5 giorni lavorativi alla pubblicazione online delle inserzioni entro qualche ora

- Test delle inserzioni: è possibil ecomparare il rendimento di anunci diversi potendo stabilire in modo semplice quali messaggi consentono di ottenere risultati migliori

- Geo-targeting: E' ora possibile restringere la visualizzazione a zone specifiche rivolgendo le inserzioni in modo mirato al pubblico geografico appropriato

- Pianificazione delle campagne: Si possono ora gestite le vostre campagne con la possibilità di pianificarle per data, per una gestione più efficiente del budget

- Content Match: Se prima le inserzioni venivano associate solo alle pagine di contenuto in base alle parole chiave, ora la rilevanza contestuale viene determinata dal testo dell'inserzione e da
quello della pagina di destinazione, con una conseguente maggiore rilevanza

Link: Area dedicata ai servizi di pianificazione e gestione di campagne di keyword advertising di Eurorunner.

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Benvenuto Youtube Italia!

Esordisce la versione italiana della piattaforma di videosharing più famosa al mondo. Oltre al youtube.com oggi sono nove YouTube destinati al pubblico nazionale Regno Unito, Brasile, Francia, Irlanda, Giappone, Olanda, Polonia, Spagna e Italia appunto.

La videoanimazione di benvenuto è, a mio avviso, decisamente brutta: un piatto di spaghetti cade dal cielo mentre una mucca ascolta una tarantella.



Un neo della versione italiana è la mancanza di un dominio youtube.it, sopperito da un poco user friendly it.youtube.com. Infatti, il dominio youtube.it non è di proprietà di Google.

Youtube Italia potrà facilitare l'implementazione di Google Universal Search anche nel Bel Paese. Infatti, Youtube Italia metterà a disposizione di Google.it un database di video esclusivamente in italiano da cui attingere per compilare le nuove Serps.

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Tuesday, June 19, 2007

Nasce GBuy: scontro Google - eBay?

Nasce GBuy, il sistema di pagamento di Google concorrente a PayPal. Secondo il Forbes, dopo un anno esatto di test sarà lanciato il prossimo 28 giugno 2007.

GBuy non è solo un nuovo metodo di pagamento online, ma anche un sistema di certificazione per i servizi degli affifliati. GBuy terrà per sè minori percentuali sul venduto, circa 1,5-2%, rispetto a 2,5-3% di PayPal. Inoltre GBuy sarà integrato alle funzioni del motore di ricerca, monitorando le transizioni. Ci saranno vantaggi a chi ne farà uso: da un lato i compratori potranno avere una garanzia immediatamente visibile, dall'altro lato i venditori “certificati” vedranno il loro traffico aumentare e il volume di business crescere, con possibili cambiamenti delle Serp e implicazioni lato SEO.

L'operazione GBuy non è costata poco a Google, che ha perso il miglior investitore AdWords. Infatti, eBay ha deciso di sospendere le campagne advertising sul motore di ricerca. Oltre a questo provvedimento diretto, eBay ha stretto un accordo con Yahoo!, che utilizzerà esclusivamente PayPal per le proprie transizioni. Ha pensato ad un programma advertising “AdContext” che risponda ad AdSense. Ha, infine, annunciato l'implementazione della piattaforma di vendita che permetterà a compratori e venditori di mettersi in contatto attraverso Skype, che ricordiamo è marchio eBay.

C'è ora da chiedersi quali saranno le conseguenze nel breve e nel lungo periodo. Vedremo Google leader anche nel settore dei pagamenti, riuscirà a spodestare PayPal? Le strategie attuate da eBay saranno in grado di tenere il colpo? Difficilmente la comparsa di GBuy lascerà la situazione invariata.

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Friday, June 15, 2007

Google: il potere dei dati

Dopo le pressioni esercitate dall'Unione Europea, il motore di ricerca più utilizzato al mondo ha deciso di limitare a un anno e mezzo la permanenza nei propri database dei dati relativi ai singoli utenti europei.
Questo provvedimento va a toccare aspetti delicati del web: non solo la gestione dei dati sensibili degli utenti, ma soprattutto le preferenze, gli usi e i costumi degli internauti.
Fino ad ora Google offriva questo regolamento a coloro che decidevano di avvalersi dei servizi offerti:

  • Possiamo usare i dati personali per fornire i servizi che avete chiesto, ivi inclusa la visualizzazione di contenuti personalizzati e della pubblicità.
  • Possiamo anche usare i dati personali ai fini di controllo, ricerca ed analisi per gestire e migliorare le tecnologie ed i servizi di Google.
  • [...]
  • Quando ci serviamo di terzi per farci aiutare nel trattamento dei vostri dati personali, chiediamo a tali terzi di rispettare le nostre Norme sulla privacy e qualunque misura di riservatezza e sicurezza necessaria.

Ad oggi questa norma così generica non dava nessun limite sui dati dell'utente. Sostanzialmente, la decisione presa in questi giorni da Google è di limitare nel tempo (18 mesi) ciò che deriva da questo contratto. Dunque dopo un anno e mezzo verrà cancellato il nome a fianco all'elenco di preferenze che l'utente ha generato nel tempo.
Vorrei far notare che da questi provvedimenti è esclusa la gestione dei dati aggregati non personali.
I dati aggregati non personali sono le statistiche di navigazione degli utenti di Google, in cui non compaiono i nomi e cognomi.
Finora, a riguardo, le norme del contratto si limitavano a dichiarare:

  • Possiamo condividere dati aggregati non personali con terze parti esterne a Google.

Queste indicazioni danno a Google pressochè illimitate possibilità di utilizzo dei dati non personali, dando per scontato l'utilizzo l'interno e ritendoli come proprio patrimonio.

Le restrizioni europee non limitano nei fatti l'azienda di Mountain View, ma tutelano la privacy dell'utente. Google, quindi, rimane in pieno possesso di dati statistici utili per tracciare una panoramica precisa e, soprattutto, reale dei gusti e delle abitudini degli utenti – consumatori. C'è da scommettere che nessuna agenzia di statistica al mondo è in possesso di dati così qualificati ed attendibili.

Se pensiamo che Google non solo immagazina i dati dei fruitori delle ricerche sul motore, ma ha accesso ai dati derivanti dalla gestione delle campagne Adwords, alle statistiche di Analitycs, al traffico legato agli spazi pubblicitari grafici e video (la recente acquisizione di DoubleClick), allora ci rendiamo conto dell'enorme capitale che l'azienda statunitense che ha acquisito e sta continuando ad acquisire.
Non credo si prospetteranno mai scenari orwelliani, ma penso che sempre più l'azienda Google stia affermando il proprio ruolo su questioni economiche e politiche mondiali.

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Wednesday, June 13, 2007

Finalmente Google rivela l'identità dei siti content targeting


Ieri Google ha ufficialmente annunciato che finalmente rivelerà agli inserzionisti Adwords quali siti ospitano i loro annunci con il content targeting, il sistema che sforna pubblicità contestualizzata sotto forma di link sponsorizzati nei siti partner del programma Adsense, nonchè di altri siti del network pubblicitario di Google.

Finora si trattava di un atto di fede: l'inserzionista selezionava l'opzione content targeting nell'account Adwords e il sistema di Google si occupava di visualizzare gli annunci nei siti più attinenti alle keyword specificate. Stava poi all'inserzionista stabilire se i click generati da questa forma di pubblicità alternativa al banner classico si tramutavano in visite qualificate o meno.

Dalla mia esperienza personale posso dire che il sistema funziona bene, per cui la fiducia finora riposta in questi annunci "al buio" è spesso stata premiata da buoni risultati in termini sia di visite che di conversioni (acquisti, iscrizioni e quant'altro), a patto di tenere monitorate costantemente le campagne.

Innanzitutto, il content targeting può portare un traffico superiore rispetto a quello proveniente dai motori di ricerca, e se non si fa attenzione si rischia di totalizzare un numero esagerato di click rispetto al budget stabilito. Inoltre, benchè il costo a click sia inferiore rispetto al search advertising, mediamente le visite sono meno qualificate, per cui è necessario controllare che le due cose si bilancino in modo tale da ottenere un costo a conversione medio equivalente.

Ciò non toglie che la novità introdotta verrà accolta a braccia aperte dagli inserzionisti. Al di là di un risvolto psicologico per cui sapere dove si vanno a investire i soldi è un fatto rassicurante, conoscere l'identità dei vari siti utilizzati dal content targeting consentirà di selezionare quelli più efficaci e scartare quelli che portano visite meno qualificate. In altri termini, si avrà pubblicità sempre più efficace e quindi più a buon mercato, per lo meno finchè non si spargerà la voce !

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Tuesday, June 12, 2007

Google Universal Search Italia è diventato realtà


La Rivoluzione di Google è cominciata anche per la versione italiana.

Solo un mese fa Google aveva annunciato la propria intezione di integrare nella pagina principale dei risultati link ricavati dai propri altri motori di ricerca verticali: video, immagini, mappe, news e altri ancora. Oggi, con un po' di sorpresa per il breve tempo trascorso tra l'annuncio e la realizzazione, la novità è diventato dato di fatto. L'aspetto davvero sorprendente è che la rivoluzione non si è limitata solamente al .com come spesso accade nel breve periodo, ma ha interessato anche per .it.

Non si tratta semplicemente dell'integrazione con i risultati di Google Maps per alcune specifiche e comprensibili keywords (come albergo Roma o ristorante Catania), ma di un nuovo modo di concepire i risultati offerti da Google. Infatti, possiamo notare che, ad esempio, per la parola “coriandoli”, o “Ronaldinho goal” troviamo una serie di informazioni che vanno ad integrare i risultati semantici con video ed illustrazione.

Il lavoro dei SEO, cioè di chi cura il posizionamento dei siti web è destinato inevitabimente a modificarsi.

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Thursday, June 07, 2007

Segreti del ranking di Google: interessanti rivelazioni


Un po' come la ricetta della Coca-Cola anche l'esatta formula che determina il ranking di Google non è data a sapersi con sicurezza. Sono innumerevoli le ipotesi che circolano a proposito, ma nessuno può dire di averla individuata con certezza. La questione interessa molto da vicino i SEO, Search Engine Optimizator, i quali potrebbero fare carte false per entrare nelle stanze di comando del Googleplex e ricavare elementi utili per il proprio lavoro.

Proprio pochi giorni fa, questo “privilegio” è stato riservato ad un giornalista del New York Times, invitato a passare una giornata con Amit Singhal – custode della formula del ranking – e gli ingegneri del Search Quality Team di Google.

Ovviamente non sono stati svelati veri e propri segreti, ma il giornalista ha potuto osservare il lavoro quotidiano del Team di Google e porre domande. Nell'articolo in cui viene raccontata l'esperienza emergono molti particolari, anche inediti, che danno indicazioni estremamente interessanti sia sugli algoritmi di Google che sulla organizzazione interna del lavoro.

Amit Singhal afferma che le aspettative degli utenti riguardo alle interrogazioni al motore di ricerca sono cresciute enormemente negli ultimi anni. Questa considerazione apparentemente scontata, per Google significa un continuo perfezionamento della formula di ranking e un monitoraggio costante dei risultati ottenuti. Infatti, una modifica all'algoritmo può portare miglioramenti per un settore, ma peggioramenti per altri.
E' Amit Singhal tenere la situazione sotto controllo e ad impartire tutte le direttive. Infatti, ogni segnalazione dei diecimila impiegati del Googleplex arriva direttamente sul desk di Singhal, il quale verifica e dà indicazioni sulle modalità operative.

Il New York Times descrive un'importante novità che sta segnando l'evoluzione del motore di ricerca: l'affermazione del concetto di freshness. L' implementazione di questo principio ha dato vita all'algoritmo QDF (Query deserve freshness). Quest'ultimo è sviluppato per migliorare il ranking di particolari risultati, permettendo di analizzare quanto peso debba essere dato al fattore freschezza, ovvero quali pagine appena create o rinnovate debbano essere incluse immediatamente nei risultati. Il principio della freshness cambia radicalmente le regole del ranking, che fino ad oggi hanno sempre tenuto in considerazione l'anzianità delle pagine e la popolarità di link che queste avevano generato.

Altra novità: Google, secondo quanto ha scritto il New York Times, sta progressivamente implementando moduli (detti classifiers, classificatori) che cercano di capire quali tipi di informazioni siano più utili alla ricerca dell'utente, cioè se nella query si sta facendo rifermento a categorie prodotto, luogo o persone.

Tra le righe dell'articolo emergono non solo novità ma anche conferme: il ranking avviene considerando più di 200 singoli fattori, tra i quali c'è anche la la vicinanza semantica del topic del documento a quello della query. Inoltre si è avuta la conferma definitiva che Google tiene traccia dei cambiamenti nel tempo di un documento presente nel proprio database.

Per chi lavora nel campo della Search Engineering Optimization, molte cose scritte nell'articolo del New York Times sono la conferma di ipotesi fatte, che delineano le linee e i principi che guidano la continua evoluzione dell'algoritmo del ranking.

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Wednesday, June 06, 2007

Pubblicità nei motori di ricerca quasi al 50% in Europa, forse troppo ?

Cifre interessanti sono state presentate all'inaugurazione di Interact, il primo congresso dell'Interactive Advertising Bureau Europe, la massima organizzazione che rappresenta gli operatori di pubblicità online del vecchio continente.

Il dato più macroscopico è indubbiamente la quota degli investimenti pubblicitari nei motori di ricerca, che costituisce addirittura il 48,5% del totale, seguita dai banner con il 30%, dagli annunci con il 20%, e dall'email con un misero 1,5%. Purtroppo non è chiaro se nella quota del search advertising (o keyword advertising che dir si voglia) sono compresi anche indicizzazione e posizionamento nei motori di ricerca, o se si tratta solo della quota raggiunta dai link sponsorizzati. Cercheremo di raccogliere a breve informazioni su questo dato mancante.

Se si pensa che fino a un paio d'anni fa ricerche di questo tipo non inserivano neppure la voce search advertising, non tanto perchè non fosse già una fetta consistente di business pubblicitario online, bensì perchè non veniva ancora riconosciuto come tale, si capisce che finalmente la pubblicità nei motori di ricerca dopo 10 anni di esistenza è uscita dalla nicchia. Inizialmente lasciata in mano a smanettoni intenti a decodificare gli algoritmi segreti di Google e C. e costruire pagine astruse scondo i dettami della search engine optimization, con l'avvento del pay per click a poco a poco le logiche sono diventate sempre più assimilabili al marketing, e meno alla programmazione web.

Tuttavia, il poco spazio disponibile nei link sponsorizzati per la classica creatività pubblicitaria, fatta di immagini, slogan, claim ed emozioni da vendere, ha mantenuto questo formidabile strumento di promozione in un limbo. In altre parole, la search advertising non era considerata pubblicità dagli stessi pubblicitari, refrattari verso uno strumento in cui è il cliente non viene ammaliato da loro ma va attivamente a cercare quello che gli piace.

C'è voluta tutta la forza formidabile di Google per spostare l'attenzione verso il fenomeno, a suon di cifre sempre più vicine al mondo del marketing offline. Inoltre, agli originari annunci testuali Adwords, l'introduzione di annunci illustrati, banner animati e video nella logica del pay per click ha riconciliato i creativi con il mezzo, e con i formati rich media possono finalmente sbizzarririsi per attirare clienti attraverso inserzioni sempre più contestualizzate ai contenuti.

Ora però una domanda sorge spontanea. A quale prezzo la pubblicità nei motori di ricerca ha conquistato il mainstream (a suon di clickstream) ? Quanto durerà l'eccezionale competitività del rapporto costi/efficacia ? Negli Stati Uniti interi settori di business hanno raggiunto costi per click spaventosi, e anche in Italia oramai ci si sta avvicinando, vedi il caso del turismo.

Se già ora molti potenziali investitori che gettano migliaia di euro in pubblicità tradizionale inefficace si spaventano davanti a preventivi a due zeri per campagne di search advertising, che futuro c'è per questo mezzo ? Ai post l'ardua sentenza è il caso di dire. Cercheremo di monitorare il fenomeno in questo blog, con l'aiuto di voi lettori.

Link: scopri i servizi di keyword advertising di Euro.runner

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