Tuesday, May 29, 2007

Sorpresa: la pubblicità online è importante


Da qualche tempo i principali quotidiani italiani hanno scoperto l'acqua calda: la pubblicità online, in particolar modo quella nei motori di ricerca, sta divorando fette di mercato sempre più grandi, a discapito della pubblicità nei media tradizionali. Fra tutti, si distingue Affari & Finanza di Repubblica, che sempre più spesso al fenomeno dedica le prime pagine, con interventi di prestigiose firme esperte di economia.

La cosa di per sè non sarebbe degna di nota, visto che le operazioni di Google e Microsoft stanno muovendo capitali consistenti, modificando gli scenari non solo della Rete, ma dell'economia mondiale nel suo complesso. Quello che lascia perplessi è il tono di stupore che serpeggia fra le righe di questi articoli. Giornalisti economici che cadono dalle nuvole, che a quanto pare negli ultimi dieci anni devono avere vissuto su Marte.

Basta leggere l' ultima intervista al professor Maurizio Decina del Politecnico di Milano. Al di là del fatto che un esperto di telecomunicazioni non sembra essere il soggetto più titolato per parlare di economia e marketing, nell'articolo si leggono domande del genere:

Negli ultimi tempi ci sono state molte operazioni nel campo dei media e di Internet. Come mai?

Ma è davvero un mercato così ricco e così promettente?

Ma siamo di fronte a un boom così grande?

Non le sembrano delle esagerazioni?

Delle risposte ci occuperemo un'altra volta. Sono più significative le domande.

Forse nessuno ha detto all'intervistatore, lo stimato Giuseppe Turani, che Google controlla il 25% della pubblicità online negli USA, per un valore di oltre 4.000.000.000 di dollari ? O, per rimanere in Europa, che ad esempio in Gran Bretagna nel 2006 gli investimenti pubblicitari hanno sorpassato quelli dei quotidiani, nonchè quelli del network televisivo Channel 4, superando abbondantmenete il 10% di share del mercato?

Forse, però, a ben vedere, Turani e colleghi non hanno tutti i torti. C'è veramente da stupirsi dello sviluppo del marketing online e del search marketing in particolare, se anzichè mantenere una prospettiva globale si rimane a guardare il proprio ombelico. Se si guarda a quanto e come stanno investendo le imprese italiane in pubblicità Internet.

Se di fronte alla guerra dei motori di ricerca si scopre che in Italia l'advertising online arriva a malapena al 4% allora forse si può immaginare che i giornalisti di Affari & Finanza non abbiano vissuto su Marte negli ultimi 10 anni, bensì, più semplicemente, in Italia.

Consoliamoci, perchè sembra trapelare da alcune recenti ricerche che, nonostante possa sembrare strano, ebbene si! Le aziende italiane investiranno online!

Quando, non è ancora dato saperlo.



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Tuesday, May 22, 2007

La Champions League è RossoNera su Second Life



Per la finale di Champion League ritira la maglietta rossonera in Second Life. L'iniziativa è stata lanciata dal blog second-life.pivari.com e ora sta viaggiando tramite il tam tam della rete.
Il blog promotore dell'originale modo di fare tifo è forse il primo interamente dedicato a Second Life, online da maggio 2006.

L'idea di regalare la maglietta milanista è nata dalla collaborazione tra Fabrizio Pivari e Stanauder, incontratisi proprio sul blog dedicato al Mondo Virtuale. A questo propostito Pivari scrive: "Pochi giorni fa Stanauder mi contatta e mi dice:- sono in grado di fare magliette Second Life - Vorticosamente il mio cervello inizia a pensare e subito mi viene in mente il progetto dell'ottobre 2006: Boing Boing annuncia che regalerà una sua maglietta in Second Life!
Ma che comunity italiana può avere un numero di fan equivalente a Boing Boing?".

L'occasione della finale della Champions League si presenta a proposito: fare il tifo per la squadra che rappresenta l'Italia nella sfida calcistica più prestigiosa d'Europa.
Il bacino di visibilità è enorme: tutti gli appassionati di calcio del bel calcio del Mondo.
Insomma, un ottimo momento per conciliare la passione calcistica e fare un esperimento di marketing.

Staunauder ha disegnato e preparato tutto: magliette e stand.
Non rimane altro che correre numerosi a ritirarla al seguente indirizzo http://tinyurl.com/2rf35e (per i tradizionalisti BAR ITALIA, Port Chase (121, 108, 21)).
Insomma, tutto è pronto per fare il tifo anche nella realtà virtuale!
...e bissare il successo di Boing Boing!

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Friday, May 18, 2007

Arriva Google 2.0, il motore di ricerca universale


Google ha lanciato da qualche giorno quella che è stata definita dal guru dei motori di ricerca Danny Sullivan la più grande novità della sua storia. Si tratta dell'integrazione nella pagina dei risultati del motore con link agli altri motori verticali sviluppati da Google: news, immagini, video, libri, mappe, finanza, e-commerce, ed altri ancora. Il risultato è stato battezzato Universal Search, e verrà implementato in modo graduale.

Di per sè potrebbe sembrare tutt'altro che una novità, visto che i motori di ricerca verticali di Google esistono da anni. Tuttavia, l'integrazione in un'unica pagina vale di più che la somma delle sue parti. Innanzitutto, la mossa deriva dal fatto che l'utente medio si è mostrato molto pigro e riluttante a fare ricerche approfondite nei motori verticali. I link ad essi ci sono sempre stati, accanto alla casella di ricerca, ma risultavano sistematicamente ignorati. Da qui la scelta di Google di "imboccare" l'utente proponendogli tutto comodamente in un'unica videata.

Sicuramente la novità sarà molto utile per migliorare la cosiddetta "user experience", togliendo però peso ai contenuti testuali del web, a favore di contenuti multimediali da un lato, e di database commerciali (ad esempo Froogle, o gli annunci locali di Google Maps) dall'altro. Non è ancora chiaro se ciò spianerà la strada all'integrazione anche con annunci sponsorizzati illustrati (banner) o video, al momento esclusi dalle pagine dei risultati dei Google.

Dal punto di vista di chi si occupa di search marketing, la novità spingerà a puntare su nuove forme di ottimizzazione dei contenuti in modo da integrare un sito con i contentuti indicizzati dai "vecchi" motori verticali, primi fra tutti immagini e video. Dall'altro, si dovrà espandere la presenza in quei database separati, come ad esempio Google Maps, in cui non si entra automaticamente con l'indicizzazione normale di Google. Di conseguenza, sarà anche più difficile la vita per chi fa spam, almeno finchè non saranno escogitate nuove tecniche.

La sensazione, ad ogni modo, è che Google si stia avvicinando sempre di più ad essere al centro di Internet, trasformandosi da indispensabile ausilio per la navigazione a passaggio obbligato per chiunque svolga attività di ricerca di risorse in rete. Vedremo se Yahoo!, magari con l'aiuto di Microsoft, saprà introdurre contromosse. Ma nella migliore delle ipotesi si avrebbe comunque un dupolio, e se la tendenza che si è delineata sarà confermata, ci sarà la possibilità per avere un'unico centro della rete. Ne resterà solo uno, qualcuno disse.


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Thursday, May 17, 2007

Dal web nuove opporunità per le imprese

Giuseppe Covino presenta il caso CarnivalSuperStore


Giuseppe Covino, presidente di Mollusco & Balena S.r.l, è intervenuto alla Conferenza “Le imprese devono approfittare delle nuove possibilità di business in rete”. L’incontro si è tenuto il 3 Maggio scorso all’Aula Magna “Marco Biagi” dell’API di Bologna.
Giuseppe Covino ha esposto il case-study dell’e-commerce CarnivalSuperstore.net, una dimostrazione vincente di sinergie tra piccole e medie imprese. Il progetto nato nel 2003 da un’idea di Mollusco & Balena, oggi è diventato il negozio on-line leader in Italia nel settore accessori ed oggettistica per feste.
Maggiori informazioni sul case-study CarnivalSuperstore.

Oltre al presidente della web agency bolognese, sono intervenuti:
Mauro Lupi
, Vice Presidente di IAB Italia (Internet Advertising Bureau) e Presidente di Ad Maiora Spa con la relazione dal titolo: “Il marketing in rete: confronto tra i comportamenti delle imprese italiane e di quelle europee; strumenti per misurare il ritorno degli investimenti di web marketing”.
Sono disponibili le slide dell'intervento.

Abir Oreibi
Director of International Marketing & Business Development di Alibaba.com: “Opportunità e sfide dell’e-business sulle piattaforme internet B2B: l’esempio di Alibaba.com”.
Maggiori informazioni sull'intervento.

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Tuesday, May 08, 2007

Pubblicità online: Fallisce l'assalto di Microsoft a Yahoo

Corsi e ricorsi storici. Microsoft, l'azienda con più accuse di monopolio della storia, sta cercando disperatamente di trovare contromisure al quasi monopolio di Google nella pubblicità online.

E' però fallita la trattativa per l'acquisizione di Yahoo!, che sembrava ormai cosa fatta.

Google ha costruito il suo impero grazie alla superiorità del suo motore di ricerca e i link sponsorizzati ad esso associati. Visto però che il settore del keyword advertising rappresenta il 40 per cento del mercato della pubblicità online, recentemente Google ha esteso il suo dominio pagando oltre 3 miliardi di dollari per DoubleClick, la principale azienda nel settore banner e display advertising, sbaragliando proprio la concorrenza di Microsoft.

Ora Bill Gates vuole e deve correre ai ripari per ampliare la sua presenza nel mercato della pubblicità online e in quello dei motori di ricerca, il settore chiave di Internet. A nulla sono valsi gli sforzi per cercare di sviluppare internamente questi settori, con Msn e Adcenter: Microsoft qui è il terzo player e controlla solo quote di mercato minime, dell'ordine del 10%. Meglio fa Yahoo, il rivale storico di Google, un tempo il sito più visitato al mondo ma ora piuttosto in crisi. Uniti, Microsoft e Yahoo arriverebbero al 38% delle ricerche nei motori negli USA contro il 48% di Google, mentre a livello mondiale, la quota scenderebbe al 27% conto 66% .

Da qui l'idea, nata mesi fa e ora sempre più forte, di acquisire Yahoo. Alla notizia che Microsoft è tornata alla carica valutando Yahoo! 50 miliardi di dollari, le azioni Yahoo! hanno guadagnato il 18%. In Borsa Yahoo! viene da un lungo periodo di depressione che ha portato il titolo a perdere oltre un terzo del suo valore nell'arco del 2006, proprio mentre i rivali di Google conquistavano un record dopo l'altro. Si pensava dunque che l'offerta di Microsoft fosse una di quelle da non rifiutare. I fondatori di Yahoo, Yang e Filo, hanno declinato: proprio non ne vogliono sapere di cedere a Gates la loro società, nata con l'ideale della rete democratica proprio contro i monopoli dell'economia dell'informazione.

C'è da sospettare, tuttavia, che i motivi siano altri, meno nobili. Yahoo non ha esitato a collaborare col regime cinese, tutt'altro che democratico, consegnando dati sensibili che hanno portato alla cattura di un dissidente che faceva propaganda tramite Yahoo Groups. Dunque, collaborare con Bill Gates non dovrebbe essere un problema. Forse la verità è che Yahoo! spera ancora di farcela da sola e non si rassegna alla sconfitta contro l'arcirivale Google che, fondato 3 anni dopo, ha da tempo spodestato l'ex-regina di Internet.



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