Wednesday, April 18, 2007

Google compra Doubleclick: si va verso il monopolio della pubblicità online?


Google ha acquisito DoubleClick, leader mondiale della pubblicità online tramite banner. In questo modo ha aggiunto un importante tassello mancante alla sua strategia: il controllo mondiale degli spazi pubblicitari grafici e video in Internet.

Infatti, mentre Google dominava il mercato del keyword advertising, la pubblicità pay per click nei motori di ricerca, la sua rete di partner per le inserzioni rich media lasciava molto a desiderare. Ora l'accordo porta all'acquisizione di 1.500 clienti Doubleclick fra cui General Motors, Coca Cola, Motorola, L'Oreal, Visa e Nike, oltre al controllo di un immenso database di informazioni sui conumatori online di ogni angolo del mondo economicamente rilevante.

Doubleclick faceva gola a molti, prima fra tutti Microsoft, ma Google ha offerto una cifra astronomica, oltre 3 miliardi di dollari (in contanti), sbaragliando letteralmente la concorrenza. E proprio la concorrenza è l'aspetto più delicato dell'affare, poichè Google rischia di diventare un monopolista assoluto della rete, tanto che della cosa si interesserà l'Antitrust USA. Principale accusatore è proprio Microsoft: da che pulpito viene la predica, verrebbe da dire.

Come fa notare Mauro Lupi, Google può iniziare a porsi come interfaccia complessiva per gli advertiser, sollevando nel contempo possibili attenzioni da parte di enti governativi sul notevole incremento di potere, di mercato e informativo. Al di là delle implicazioni di macroeconomia, cosa cambierà per chi vuole fare marketing online?

- Google applicherà il modello pay per click anche ai banner e ai formati video/rich media?
- I costi per gli inserzionisti aumenteranno o diminuiranno ?
- In Italia, dove la market share di DoubleClick è minore, gli effetti saranno attutiti ?
- Il ruolo delle agenzie è destinato ad essere ridimensionato ?

A breve la risposta...



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Thursday, April 12, 2007

Nuove opportunità di business dal Web per le Piccole e Medie Imprese di Bologna


Il 3 maggio 2007, Api Bologna, l'Associazione delle Piccole e Medie Imprese, organizza un convegno per approfondire il tema dell'evoluzione del mercato e per analizzare le strategie attraverso le quali la realtà bolognese possa sfruttare l'affermazione dello strumento Internet.

Il successo di internet sta cambiando il modo di fare affari, grazie alla Rete si rendono disponibili per le imprese nuove opportunità di business da non perdere.
Secondo i promotori ed i relatori dell’evento, almeno tre sono i vantaggi che la Rete sta introducendo nel modo di fare impresa.

In primo luogo, si è ridotta la durata del processo di ricerca e selezione di nuovi fornitori: non ci sono più limiti geografici o di fusi orari per ottenere le risorse necessarie.
Secondo, si sono ridotti i costi rispetto alle tradizionali attività pubblicitarie di promozione dell'immagine aziendale.
Terzo, si incontrano, con estrema facilità, nuovi potenziali partner commerciali nelle piattaforme business-to-business.

Questi sono i punti di partenza intorno ai quali si svilupperà il dibattito sulla città di Bologna e le possibilità che lo sviluppo della rete può offrire.


Il programma dell'evento:

3 maggio 2007 dalle ore 16,30

Aula Magna Prof. Marco Biagi
Api di Bologna

Via Sebastiano Serlio, 26 - Bologna



Giovedì 3 maggio 2007
Api Bologna e Alibaba.com:
per capire stato dell'arte e potenzialità del business on line.

Programma
ore 16,30: Registrazione dei partecipanti

Dalle ore 17,00:
Giancarlo Inglese
Direttore Api Bologna
Saluto e apertura dei lavori

Interventi:
Mauro Lupi
Vice Presidente di IAB Italia (Internet Advertising Bureau): Presidente di Ad Maiora Spa
“Il marketing in rete: confronto tra i comportamenti delle imprese italiane e di quelle europee; strumenti per misurare il ritorno degli investimenti di web marketing”

Abir Oreibi
Director of International Marketing & Business Development di Alibaba.com
“Opportunità e sfide dell’e-business sulle piattaforme internet B2B: l’esempio di Alibaba.com”.

Giuseppe Covino
Presidente di Mollusco & Balena Srl
“E-commerce per una piccola impresa: il caso Carnival Super Store

Coordina i lavori:
Gabriele De Togni
Consigliere Api Bologna




Al termine dei lavori sarà offerto un aperitivo, e i relatori saranno a disposizione dei partecipanti

E’ indispensabile confermare la propria partecipazione entro venerdì 27 aprile 2007,
telefonando alla Segreteria dell’Api (051/6317227)
oppure sul sito API.

Si accetteranno partecipanti fino al raggiungimento della capienza massima della sala, secondo l’ordine cronologico di richiesta.

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Monday, April 02, 2007

I nuovi ‘algoritmi’ di Google secondo La Repubblica: parliamone

L'odierno inserto Affari & Finanza dedica molto spazio ai "nuovi" algoritmi di Google. L'articolo rivela però una certa dose di approssimazione, con inesattezze che se possono essere veniale per una lettura superficiale al bar, prese alla lettera diventano vere e proprie inesattezze. Vediamo un po' in dettaglio la cosa, in corsivo il testo pubblicato sul'inserto.

I nuovi ‘algoritmi’ di Google: per passare in testa alle selezioni bisogna essere scelti dal pubblico. Il meccanismo automatico, recentemente perfezionato, prende in considerazione solo le preferenze degli utenti per identificare i siti

In realtà tale meccanismo, denominato Google Co-Op, è ancora in via sperimentale e al momento funziona per un numero di ricerche infinitesimale rispetto ai miliardi di ricerche effettuante quotidianamente con Google.


L'attenzione alle keyword non conta nulla: pesano i contenuti reali che sono presenti nelle pagine di un sito spiega Massimiliano Magrini, responsabile italiano del motore di ricerca

Non è così, se nei contenuti non sono presenti le keyword, per Google è impossibile stabilire una corrispondenza con le parole chiave digitate dall'utente. Magrini evidentemente si riferisce a keyword nascoste (spam), e infatti un'altra sua frase riportata nell'articolo lo conferma: La rilevanza è l'elemento fondamentale alla base del processo di ranking: maggiore è la rilevanza tra i contenuti di un certo sito e i termini indicati dagli utenti nel corso delle ricerche, tanto più alte saranno le possibilità di vedere apparire quel sito in cima alla lista dei risultati di ricerca. Più chiaro di così...

Non necessariamente alti indici di traffico da parte della rete garantiscono un posizionamento migliore nelle pagine di risposte fornite dai megacomputer responsabili dell'indicizzazione dei contenuti.


Quando mai il traffico ha garantito alti posizionamenti ? Non c'è alcun legame tecnico. Molti siti hanno alto traffico perchè sono ai primi posti dei motori di ricerca e non viceversa.


Google utilizza un proprio algoritmo per indicizzare i siti web esistenti in rete e, di conseguenza, i loro contenuti: è la nuova frontiera di Internet, quella del web semantico.

Magari gli algoritmi di Google fossero semantici! I motori di ricerca non sono ancora in grado di distinguere il significato di una ricerca, basta provare a digitare "madonna" in Google Images.


Continua Magrini: «Le attività di web marketing che funzionano sono quelle che permettono di creare siti interessanti e usabili che incontrino il favore degli utenti sul lungo periodo. Chi cerca di fare il furbo viene sanzionato immediatamente esattamente come succede nella comunità dei navigatori di YouTube».

Magari fosse vero... Google ha validi sistemi per scovare lo spam, ma ci sono continui casi di spammatori che riescono a posizionarsi per parole chiave anche molto difficili. D'accordo non alimentare panico, ma stiamo attenti a quello che clicchiamo cercando in Google !


Un sito molto linkato da altri siti, giornali, blog, avrà più possibilità di salire in graduatoria rispetto a chi non ha saputo creare tale interesse nei confronti di chi va online. Per poter incidere su queste logiche non serve assoldare blogger o mettere a punto software sofisticati che ordinano alle macchine di cliccare in automatico un certo indirizzo del web: bisogna produrre buoni contenuti e proporli tecnicamente in modo usabile.

Finalmente, in chiusura di articolo, ecco un'affermazione che corrisponde all'attuale situazione, che merita dunque di essere evidenziata. Gli studi di psicologia cognitiva dicono che i lettori ricordano molto di più le ultime frasi di un articolo. Speriamo che valga anche per quelli di Repubblica!

Rimane però un dubbio... se i "nuovi algoritmi" di Google sono così avanzati, perchè come motore di ricerca interno il sito di Repubblica utilizza il rivale Yahoo ?







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